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Valutazione dei noduli tiroidei: il ruolo dell'ecografia e dell'agoaspirato tiroideo

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Valutazione dei noduli tiroidei: il ruolo dell'ecografia e dell'agoaspirato tiroideo

I noduli tiroidei sono formazioni di forma solitamente rotondeggiante o ovale, che si sviluppano nell'ambito della struttura della ghiandola. Possono essere benigni o maligni. Per diagnosticare la presenza di noduli alla tiroide, oltre che alla palpazione dell'organo, si può ricorrere all'ecografia. Questo esame si basa sull'utilizzo di uno strumento che genera fasci di ultrasuoni che, indirizzati verso i tessuti dell'organismo, generano segnali di ritorno che sono convertiti in immagini da un elaboratore elettronico. Nel caso dell'ecografia della tiroide, le immagini visualizzano la struttura della ghiandola e organi e tessuti vicini. L'ecografia consente anche di individuare i noduli e di studiarne forma, dimensioni e tipo di contenuto: solido, liquido, eccetera. Sulla base di queste informazioni, si può procedere a una prima classificazione della neoformazione.

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L'aspirazione con ago sottile, abbreviato FNA (dall'inglese Fine Needle Aspiration), è un esame specialistico che in molti casi, ma non sempre, permette di stabilire con maggiore precisione la natura di un nodulo. Questo esame consiste nell'introduzione nella tiroide di un ago molto sottile, servendosi della visualizzazione ecografica dell'organo come guida per raggiungere il nodulo. Una volta inserito l'ago nel nodulo, si aspira il suo contenuto. Il materiale aspirato, che spesso contiene anche cellule, viene esaminato con opportune metodiche di laboratorio. Purtroppo in alcuni casi l'FNA può risultare inadeguato, non fornendo informazioni utili a stabilire la natura dei noduli. Questo può essere dovuto a tipo e quantità  del materiale aspirato, a sanguinamenti o a problemi verificatisi negli esami di laboratorio.

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori coreani ha confrontato l'accuratezza diagnostica dell'ecografia con quella di un secondo FNA per noduli tiroidei che con un primo FNA non erano stati adeguatamente valutati.

Allo studio hanno partecipato 1.036 pazienti che fra il gennaio 2008 e il dicembre 2009 sono stati sottoposti a un'ecografia alla tiroide che aveva evidenziato la presenza di noduli e poi a un FNA. In totale, i pazienti arruolati avevano 1.289 noduli di diametro uguale o maggiore a cinque millimetri.

Sulla base delle caratteristiche rilevate con ecografia e FNA, gli autori hanno classificato ogni singolo nodulo in cinque categorie diagnostiche: benigno, probabilmente benigno, borderline (al limite della malignità ), possibilmente maligno, maligno. Novantasei noduli non hanno potuto essere classificati sulla base del FNA perché risultati non adeguatamente studiati: per tutti questi noduli è stato ripetuto un secondo FNA, mettendo a confronto i risultati emersi dall'ecografia con quelli ottenuti con il secondo FNA e valutandone l'efficacia. Non sono emerse differenze significative fra i due tipi di esame per nessuno dei parametri considerati.

Gli autori hanno concluso che, in questa casistica, l'uso mirato di un secondo FNA, solo per valutare per noduli risultati non adeguatamente studiati con un primo FNA, può essere preferibile all'uso generalizzato o arbitrario di questo esame. Studi condotti su casistiche più ampie aiuteranno a chiarire questo problema diagnostico tuttora dibattuto.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Role of Ultrasound Diagnosis in Assessing and Managing Thyroid Nodules With Inadequate Cytology; American Journal of Roentgenology, November 2011, Vol 197, No. 5, 1213-1219.