Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Valutato l’effetto di un tipo di Aloe in soggetti con ipotiroidismo subclinico

Notizia |time pubblicato il
Valutato l’effetto di un tipo di Aloe in soggetti con ipotiroidismo subclinico

Un gruppo di esperti italiani ha studiato l’effetto del succo di un tipo di Aloe in persone con ipotiroidismo subclinico. I risultati hanno indicato che l’assunzione giornaliera di tale prodotto ha indotto miglioramenti della funzione dell’organo e dell’infiammazione di tipo autoimmunitario, ma tali evidenze necessitano di ulteriori conferme su casistiche più ampie.

Potrebbe interessarti anche…

Metro e colleghi sono partiti dalla considerazione che alcune sostanze naturali sono in grado di diminuire la concentrazione nel sangue degli autoanticorpi che si rilevano nelle malattie autoimmuni della tiroide. D’altra parte, le evidenze a supporto di tali effetti sono “deboli” e quasi mai, nelle ricerche sull’argomento, è stata studiata anche la funzione della tiroide. Uno spunto per l’esecuzione di una ricerca specifica su un prodotto a base di Aloe è stato quello dell’osservazione personale di uno degli autori che, affetto da un ipotiroidismo subclinico conseguente a una tiroidite di Hashimoto, ha notato la riduzione della concentrazione nel sangue degli autoanticorpi anti-perossidasi e anti-TSH e l’aumento di quella della FT4 nel corso dell’assunzione del succo di Aloe Vera Barbadensis Miller. Sulla base di tali premesse, gli autori deciso di eseguire uno studio su 30 donne con ipotiroidismo subclinico, non in cura con levotiroxina e con livelli elevati di autoanticorpi anti-perossidasi. Tutti i soggetti arruolati hanno assunto il succo di Aloe Vera Barbadensis Miller per 9 mesi e, prima dell’inizio della somministrazione e dopo 3 e 9 mesi, sono state misurate le concentrazioni nel sangue di TSH, FT4, FT3 e autoanticorpi anti-perossidasi. Al controllo eseguito dopo 3 e 9 mesi si sono osservati significativi miglioramenti di TSH, FT4 e autoanticorpi anti-perossidasi. Concentrazioni nel sangue di TSH superiori a 4.0 mU/L e di autoanticorpi anti-perossidasi superiori a 400 U/ml erano presenti nel 100% dei casi al basale e hanno avuto una frequenza dello 0% e del 37%, rispettivamente, dopo 9 mesi. Parallelamente a questo gruppo, ne è stato valutato un altro, paragonabile come caratteristiche, ma che non ha ricevuto alcun trattamento, nel quale non si sono rilevate le stesse modificazioni.

Gli autori concludono che, nella loro casistica, l’assunzione di un prodotto a base di Aloe Vera Barbadensis Miller ha indotto miglioramenti della funzione della tiroide e dei meccanismi autoimmuni. D’altra parte, nell’interpretare gli esiti di questo studio, va considerato che la casistica è molto ridotta e che il confronto con un gruppo di controllo è sbilanciato in termini numerici e non è stato eseguito in doppio cieco. Tutto ciò rende i risultati del tutto preliminari e da confermare su popolazioni molto più ampie. Inoltre, va segnalato che, di recente, l’Agenzia Europea per la Sicurezza del Cibo ha pubblicato una valutazione relativa alla sicurezza dei prodotti a base di Aloe indicati in un’altra patologia, raccomandando cautela nell’assunzione cronica di tali prodotti.

Tommaso Sacco

Fonte: Marked improvement of thyroid function and autoimmunity by Aloe barbadensis miller juice in patients with subclinical hypothyroidism; Journal of Clinical & Translational Endocrinology 11 (2018) 18–25.