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Valutati alcuni fattori ambientali che influenzano lo sviluppo delle tiroiditi e di altre malattie della tiroide

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Valutati alcuni fattori ambientali che influenzano lo sviluppo delle tiroiditi e di altre malattie della tiroide

Un gruppo di ricercatori italiani ha passato in rivista alcuni fattori legati all’ambiente che possono influenzare lo sviluppo di tiroiditi autoimmuni. Fra gli altri segnalano l’eccessiva assunzione di iodio, le carenze di selenio e di vitamina D, il fumo il microbiota e l’assunzione di alcuni tipi di farmaci.

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Secondo Ferrari e colleghi fattori legati all’ambiente possono giocare un ruolo rilevante nello sviluppo delle tiroiditi autoimmuni. E’ noto l’impatto negativo che possono avere sulla tiroide le radiazioni ed è anche vero che, nel tempo, si sono presi provvedimenti efficaci per prevenire danni all’organo, nelle persone che vengono poste a contatto con le radiazioni a scopo di cura. La carenza di selenio e quella di vitamina D possono influire negativamente sia sulla funzione della tiroide che sulla capacità dell’organo di smaltire molecole dannose come i radicali liberi. Questo, nel tempo, rischia di favorire lo sviluppo di infiammazioni e l’attivazione di processi autoimmuni. Gli autori segnalano che, se da una parte la carenza dell’apporto di iodio è rischiosa per l’instaurasi di ipotiroidismo e gozzo, anche l’eccessiva introduzione di questo elemento può innescare meccanismi patologici che si manifestano in forma di tiroiditi autoimmuni. Fra le abitudini di vita, il fumo ha fornito evidenze contrastanti. Nell’insieme esso sembrerebbe avere un effetto protettivo nei confronti delle forme di ipotiroidismo dovuto a fenomeni di autoimmunità, ma è stato anche posto in relazione con un aumento di 2 volte del rischio di ipertiroidismo da Malattia di Graves e di 3 o 4 volte del rischio di esoftalmo dovuto a quest’ultima condizione. Fra i fattori ambientali, Ferrari e colleghi prendono in considerazione anche il contatto con i virus, segnalando che infezioni da Parvovirus B19 e da virus dell’epatite C sono sospettate di contribuire allo sviluppo di tiroiditi autoimmuni, ma su questi aspetti sono necessarie ulteriori verifiche. A proposito di microorganismi, gli autori citano alterazioni del microbiota, come fattori che predispongono a meccanismi di autoimmunità che possono coinvolgere la tiroide. Fra i farmaci a rischio vengono citati quelli contenenti iodio e un tipo di interferone impiegato nella cura dell’epatite da virus C. Infine, gli autori citano metalli pesanti, come cadmio e manganese, che, a determinati livelli di concentrazione nell’ambiente, si associano al rischio di provocare tumori della tiroide.

Nelle conclusioni si ricorda che il 70% del rischio di presentare tiroiditi autoimmuni va attribuito a fattori legati ai geni, ma gli autori aggiungono che fattori ambientali possono giocare un ruolo rilevante e quindi dovrebbero suscitare l’attenzione dei medici per correggere, ove possibile, quelli che aumentano la probabilità di sviluppare queste patologie.

Tommaso Sacco

Fonte: Environmental issues in thyroid diseases. Frontiers in Endocrinology 2017; 8: 1-8.