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Valutata l’associazione fra disfunzioni tiroidee e anemia

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Valutata l’associazione fra disfunzioni tiroidee e anemia

L’associazione fra disfunzioni della ghiandola tiroide e anemia è stata descritta in numerosi studi. Una nuova ricerca fornisce indicazioni sulla rilevanza clinica di tale associazione.

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Carmen e colleghi sono partiti dalla considerazione che l’associazione fra disfunzioni della tiroide e anemia viene descritta spesso, ma non ne è stata definita l’importanza in termini clinici. Per questo motivo hanno deciso di quantificare la frequenza dell’associazione fra alterata funzione della tiroide, concentrazione di emoglobina e rischio di anemia. Oltre a tale valutazione, hanno eseguito una revisione sistematica della letteratura scientifica sull’argomento, per inserire i risultati della loro ricerca nel contesto delle conoscenze. La casistica del loro studio è stata estratta da quella di una ricerca denominata EPIC-Norfolk selezionando i soggetti dei quali erano disponibili le concentrazioni nel sangue di: TSH, FT4 ed emoglobina. I casi dei quali era disponibile un unico valore iniziale sono stati analizzati in uno studio trasversale, mentre quelli dei quali si avevano dati di laboratorio ripetuti nel tempo sono stati inseriti in uno studio prospettico. La presenza o meno di una disfunzione tiroidea ha fatto riferimento ai seguenti dati di laboratorio: ipotiroidismo clinicamente manifesto per TSH ≥ 4.5 mIU/L e FT4 ridotta, ipotiroidismo subclinico per TSH ≥ 4.5 mIU/L e FT4 normale, ipertiroidismo subclinico per TSH ≤ 0.44 mIU/L e FT4 normale, ipertiroidismo clinicamente manifesto per TSH ≥ 0.44 mIU/L e FT4 aumentata e funzione tiroidea normale (eutiroidismo) per TSH 0.45-4.49 mIU/L. L’anemia è stata definita per valori di emoglobina inferiori a 12 gr/dl nelle donne e 13 gr/dl negli uomini. Nella casistica di 12.337 soggetti considerata nello studio trasversale, l’emoglobina è risultata ridotta, in media, di 0.22 gr/dl (95% IC -0.07-0.38) nell’ipotiroidismo clinicamente manifesto, rispetto alla funzione tiroidea normale e di 0.08 gr/dl (95% IC -0.23-0.38) nell’ipotiroidismo clinicamente manifesto, in assoluto. Nei casi analizzabili nello studio prospettico, che sono stati seguiti per una media di 4.7 anni, si è rilevato che l’anemia si è presentata in 460 soggetti su 7.031. In questo gruppo, le modificazioni medie dell’emoglobina sono state: -0.04 gr/dl nell’ipotiroidismo subclinico (95% IC -0.14-0.06) e 0.05 gr/dl nell’ipertiroidismo subclinico (95% IC -0.10-0.20). Il rapporto di rischio corretto, per lo sviluppo di anemia, è stato di 0.99 (95% IC -0.67-1.48) nelle persone con ipotiroidismo subclinico e 0.52 (95% IC -0.23-1.16) in quelle con ipertiroidismo subclinico. La revisione sistematica della letteratura eseguita in parallelo ha evidenziato un andamento simile dei risultati degli studi trasversali e non sono stati individuati studi prospettici.

Nelle conclusioni, gli autori sottolineano che il loro studio è il primo eseguito su una casistica così ampia e aggiungono che la presenza di disfunzioni subcliniche della tiroide non si è associata a modificazioni nel tempo dell’emoglobina e a un rischio aumentato di sviluppare anemia. Infine, le variazioni della concentrazione di emoglobina nelle persone con disfunzioni clinicamente manifeste della tiroide non sono risultate significative.

Tommaso Sacco

Fonte: Thyroid Dysfunction and Anemia: A Prospective Cohort Study and a Systematic Review; Thyroid, 2018 Apr 10