TSH, obesità e calo di peso: c’è un rapporto?

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TSH, obesità e calo di peso: c’è un rapporto?

Un gruppo di ricercatori italiani ha eseguito uno studio per valutare i rapporti reciproci fra TSH e trattamenti per l’eccesso di peso. I risultati hanno dimostrato che le concentrazioni nel sangue di questo ormone sono correlate al successo della dieta.

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La relazione fra funzione della tiroide e obesità è stata ampiamente esplorata, ma non è stata completamente chiarita quella fra livelli di TSH nel sangue e raggiungimento degli obiettivi terapeutici. Nella cura dell’eccesso di peso. Per questo motivo Croce e colleghi hanno eseguito uno studio nel quale hanno valutato, in persone obese con normale funzione della tiroide, i rapporti fra le variabili relative alla funzione della tiroide, i livelli nel sangue dei lipidi e la glicemia a digiuno e la riduzione del peso indotta dalla dieta. È stata eseguita un’analisi retrospettiva e longitudinale, vale a dire che sono stati studiati casi di soggetti trattati in precedenza presso il Centro, che ha tenuto conto sia dei dati raccolti prima terapia, sia delle variazioni degli stessi in corso di trattamento. Sono stati confrontati 50 casi di persone obese che con la dieta avevano raggiunto il successo terapeutico, consistente in un calo di peso almeno del 5%, con 50 soggetti comparabili per tutte le altre caratteristiche, ma che non avevano colto tale obiettivo, in quanto il loro peso era rimasto stabile o era aumentato. Al basale, cioè prima di iniziare la dieta, e durante il trattamento sono stati misurati parametri relativi alla funzione della tiroide e al metabolismo e in tutti i casi è stata confermata una normale funzione della ghiandola prima della cura. Al basale erano simili, fra i due gruppi, i dati relativi a IMC, colesterolo totale, colesterolo HDL e glicemia a digiuno. Per quanto riguarda invece il TSH, le persone che al termine della cura sarebbero calate di peso, pur non avendo un’alterata funzione della tiroide, avevano un  valore basale medio più alto, 2.20 ± 0.97 mU/L, rispetto a 1.66 ± 0.73 mU/L del gruppo che non ha raggiunto l’obiettivo. La differenza fra i due dati è risultata statisticamente significativa (p<0.001). Durante il periodo nel quale è stata seguita la dieta, si è osservata una riduzione significativa del TSH (da 2.20 ± 0.97 mU/L a 2.06 ± 0.98 mU/L; p=0.029) nei soggetti che hanno avuto il calo ponderale e un aumento ancora più significativo (da 1.63 ± 0.73 mU/L a 2.01 ± 0.99 mU/L; p<0.001) nel gruppo che non lo ha ottenuto. Con uno specifico metodo statistico si è rilevato che il successo della dieta era correlato, in maniera significativa e indipendente dagli altri fattori, ai valori di partenza di IMC (0.925; 0.861-0.993), all’età (0.957; 0.922-0.993) e ai valori di TSH (0.0531; 0.290-0.973). Un’altra relazione significativa con l’ottenimento dell’obiettivo è stata osservata con le modificazioni delle concentrazioni nel sangue di TSH durante la cura (1.011; 1.000-1.022).

Nelle conclusioni Croce e colleghi hanno evidenziato in particolare la relazione fra i livelli iniziali di TSH e il raggiungimento del successo terapeutico della dieta nella casistica di soggetti obesi da loro valutata.  

Tommaso Sacco

Fonte: Basal and longitudinal changes in serum levels of TSH in morbid obese patients experiencing failure or success of dietary treatment; Eating and Weight Disorders 2020 Oct 17. 

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