Trattamento dell’ipotiroidismo congenito con levotiroxina

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Trattamento dell’ipotiroidismo congenito con levotiroxina

Uno studio ha valutato, su un periodo di dieci anni, l’efficacia della cura dell’ipotiroidismo congenito con la levotiroxina. I risultati hanno indicato che, personalizzando la dose in base alla funzione della ghiandola, la terapia ne compensa la ridotta funzione.

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L’ipotiroidismo congenito ha una frequenza che varia da 1 su 2000 a 1 su 4000 neonati ed è la più frequente causa di disabilità mentale, che può essere prevenuta correggendo la carente funzione della tiroide. La levotiroxina è la cura di prima scelta per l’ipotiroidismo congenito, ma va evitato il rischio di somministrare dosi eccessive, che possono provocare effetti indesiderati. I neonati con ipotiroidismo congenito che hanno concentrazioni molto elevate di TSH nel sangue, cioè superiori a 40 mUI/L, devono essere trattati fin dalla nascita con la levotiroxina. Secondo gli autori dell’articolo, non è necessario eseguire esami di conferma della diagnosi. I neonati con livelli di TSH compresi tra 20 mUI/L e 40 mUI/L o tra 6 mUI/L e 20 mUI/L e con concentrazioni ridotte di FT4 (< 6.6 pmol/L) dovrebbero anch’essi essere trattati con levotiroxina. È ancora dibattuta la scelta di curare i neonati che abbiano concentrazioni nel sangue di TSH lievemente aumentate, cioè comprese tra 6 mUI/L e 10 mUI/L e che abbiano livelli normali di FT4. Non ci sono Linee Guida che forniscano indirizzi sulla scelta della dose della levotiroxina in base alla gravità dell’ipotiroidismo congenito. Per questo motivo, He e colleghi hanno eseguito uno studio su 116 soggetti seguiti presso il loro Centro per 10 anni, dal gennaio 2010 al dicembre 2020. La casistica è stata divisa in 4 gruppi, in base ai dati di laboratorio raccolti all’arruolamento: il gruppo A aveva un TSH ≥ 100 mUI/L, il gruppo B un TSH ≥ 20 e < 100 mUI/L, il gruppo C presentava un TSH > 4.6 mUI/L e < 20 mUI/L e una concentrazione di FT4 < 6.6 pmol/L e il gruppo D un TSH > 4.6 mUI/L e < 20 mUI/L con una concentrazione di FT4 > 6.6 pmol/L. La dose iniziale di levotiroxina è stata personalizzata per ciascun malato in base ai livelli di TSH e, in seguito, adattata, a ogni visita di controllo, rivalutando la funzione della tiroide. A ciascun controllo sono stati confrontati, fra i 4 gruppi, la dose di levotiroxina scelta, l’efficienza della funzione tiroidea e lo sviluppo fisico e neurologico. Dopo la messa a punto individualizzata della dose, tutti i malati hanno raggiunto una normale funzione della tiroide. Inoltre, nonostante si siano rilevate differenze con un basso livello di significatività (p<0.05), lo sviluppo neurologico è stato nei limiti della norma in tutti e 4 i gruppi.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che la personalizzazione della dose della levotiroxina nella loro casistica ha permesso di ottenere lo stesso risultato terapeutico raggiunto con la dose standard raccomandata e di evitare il rischio di somministrare dosi eccessive.              

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