Tiroidite di Hashimoto: come seguirla nel tempo

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Tiroidite di Hashimoto: come seguirla nel tempo

Cos’è, come evolve e come si gestisce la tiroidite di Hashimoto: lo spiega in un’intervista Massimo Tonnacchera, Professore Associato di Endocrinologia dell’Università di Pisa. Gli utenti del sito possono sottoporgli quesiti a questa pagina.

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Come ricorda Massimo Tonacchera, la tiroidite di Hashimoto è una malattia della tiroide che si sviluppa per un meccanismo di autoimmunità. Il motivo per cui tale meccanismo si attiva non si conosce, ma si sa che ciò avviene più spesso nelle donne, per un qualche fattore predisponente, che al momento non è stato definito. In molti casi e per lungo tempo, la funzione della tiroide si mantiene normale e la tiroidite di Hashimoto viene individuata solo con l’ecografia e con la ricerca di specifici autoanticorpi nel sangue. Come segnala l’intervistato, a differenza di altre malattie autoimmunitarie che richiedono la somministrazione di farmaci immunosoppressori, tale trattamento non è impiegato nella tiroidite di Hashimoto. I suoi processi di autoimmunità tendono, infatti, ad auto-limitarsi e la cura con immunosoppressori non offre vantaggi, a fronte di possibili problemi di tollerabilità. Nel tempo la funzione della ghiandola tende ad alterarsi e compare un ipotiroidismo, che di solito è definitivo, ma si compensa facilmente con la somministrazione di levotiroxina. Una volta definita la dose corretta di questo farmaco, è sufficiente verificare la funzione tiroidea e la concentrazione nel sangue degli autoanticorpi una volta l’anno.

La tiroidite di Hashimoto è una tra le più diffuse malattie della tiroide, ma, come emerge dall’intervista, può essere gestita facilmente nella grandissima maggioranza dei casi. 

Video: Marco Marcotulli

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