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Tiroide in gravidanza: ipotiroidismo

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Tiroide in gravidanza: ipotiroidismo

L’Associazione Americana della Tiroide (in inglese American Thyroid Association: ATA) ha pubblicato l’edizione 2017 delle Linee Guida per la gestione delle malattie della tiroide durante la gravidanza e il puerperio. In questo aggiornamento si riprendono parti del documento dedicate all’ipotiroidismo in gravidanza.

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In gravidanza, si fa diagnosi di ipotiroidismo clinicamente evidente in presenza di un aumento della concentrazione nel sangue di TSH e di una diminuzione di quella dell’FT4, con ambedue i lavori al di fuori degli intervalli di normalità previsti per questi ormoni. Di fronte a queste evidenze, in casi molto rari, si può dover escludere che esse dipendano da tumori dell’ipofisi, da resistenza dei tessuti agli ormoni o da altre cause ancora meno frequenti. Secondo alcune ricerche, almeno il 2-3% delle donne sane non gravide in età riproduttiva ha un TSH aumentato e la frequenza di tale alterazione aumenta nelle zone caratterizzate da un rischio di carenza di iodio. Se manca questo fattore, quasi sempre l’ipotiroidismo è dovuto a una tiroidite autoimmune. Infatti, autoanticorpi anti-tiroide sono presenti nel 30-60% delle donne gravide con TSH aumentato.

Come si formula la diagnosi di ipotiroidismo durante la gravidanza?

Secondo le Linee Guida, un ipotiroidismo materno in gravidanza si conferma in presenza di una concentrazione nel sangue di TSH superiore al valore massimo dell’intervallo di normalità specificatamente previsto per la gravidanza. Ciò vuol dire che si dovrebbe disporre un valore massimo e uno minimo specifici per la gravidanza, o meglio ancora per il trimestre nel quale viene eseguito l’esame, e che il dato ottenuto deve rientrare nell’intervallo fra tali valori. Le Linee Guida aggiungono dettagli su come definire un intervallo di normalità di TSH per donne gravide e aggiungono che, se non si dispone di valori normali specifici, si può confermare l’ipotiroidismo se il TSH è superiore a 4.0 mU/L.

Quali effetti negativi può determinare un ipotiroidismo clinicamente evidente in gravidanza?

Questa condizione può aumentare il rischio di nascita prematura, basso peso alla nascita, aborto e basso livello di intelligenza della prole.

Quali effetti negativi si possono associare a un ipotiroidismo subclinico in gravidanza?

Le ricerche hanno fornito in merito risultati contrastanti. In alcune all’ipotiroidismo subclinico si è correlato un maggiore rischio di complicazioni durante la gravidanza e in altre no. La giustificazione di queste contraddizioni dipende, tra l’altro, dai diversi valori ai quali si è fatto riferimento per definire l’aumento del TSH.

Le donne con ipotiroidismo clinicamente evidente durante la gravidanza devono essere trattate?

Numerosi studi di vario tipo hanno confermato gli effetti negativi dell’ipotiroidismo clinicamente evidente sulla gravidanza e sulla salute del feto. I dati disponibili confermano i benefici del trattamento di questa condizione durante la gravidanza.

Le donne con ipotiroidismo subclinico durante la gravidanza devono essere trattate?

Numerose ricerche di vario tipo hanno evidenziato il rischio di complicazioni della gravidanza nelle donne con ipotiroidismo subclinico. D’altra parte, pochi studi hanno valutato l’efficacia della levotiroxina in questi casi. Le Linee Guida consigliano, in presenza di valori di TSH superiori a 2.5 mU/L, di valutare gli autoanticorpi anti-perossidasi. La somministrazione di levotiroxina dipenderà dalla combinazione delle alterazioni dei valori di autoanticorpi anti-perossidasi e TSH.

Qual è l’approccio ottimale per curare l’ipotiroidismo nelle donne gravide?

La terapia dell’ipotiroidismo materno raccomandata dalle Linee Guida consiste nella somministrazione di levotiroxina per bocca. Altri prodotti, come quelli a base di T3 o di tiroide secca, non dovrebbero essere usati in gravidanza.

Qual è l’obiettivo, in termini di esami di laboratorio, della cura dell’ipotiroidismo nelle donne in gravidanza?

Coerentemente con quello che si fa nella popolazione generale, un obiettivo ragionevole è quello di ottenere una concentrazione di TSH nel sangue vicina ai valori normali più bassi previsti per il trimestre di gravidanza considerato. Se non si dispone di intervalli di normalità specifici si può mirare a ottenere livelli di TSH inferiori a 2.5 mU/L.

Tommaso Sacco

Fonte: 2017 Guidelines of the American Thyroid Association for the Diagnosis and Management of Thyroid Disease during Pregnancy and the Postpartum; Thyroid.