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Frequenza delle disfunzioni della tiroide nelle persone con infezione da COVID-19

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Frequenza delle disfunzioni della tiroide nelle persone con infezione da COVID-19

Un gruppo internazionale di specialisti ha eseguito una revisione della letteratura dedicata alle patologie e alle disfunzioni della tiroide sviluppatesi nei soggetti che hanno contratto l’infezione da COVID-19. Le evidenze raccolte hanno indicato che tali disfunzioni hanno frequenze molto variabili, ma comunque, nei soggetti positivi per il virus e sintomatici è opportuno fare una valutazione della funzione della ghiandola.

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C’è un interesse crescente per gli effetti del COVID-19 su organi e tessuti dell’organismo diversi da quelli che subiscono i danni più frequenti ed estesi. In particolare riguardo alla tiroide, varie fonti hanno indicato che, in corrispondenza della diagnosi dell’infezione, si sono rilevate alterazioni della funzione della ghiandola. Per questo motivo, Giovannella e colleghi hanno eseguito una ricerca degli articoli pubblicati fino al 14 novembre 2020, che avevano valutato patologie e disfunzioni della tiroide nei malati con infezione da COVID-19. Sono stati individuati 7 studi su un totale di 1237 soggetti e tali ricerche hanno mostrato una notevole eterogeneità sotto vari punti di vista. La maggior parte delle persone con l’infezione da COVID-19 aveva una normale funzione della tiroide con concentrazioni nel sangue del TSH che rientravano nei limiti della norma. Tale condizione ha riguardato percentuali di soggetti con infezione virale variabili dal 44 al 94% nelle diverse ricerche. Nelle casistiche riportate negli articoli è stata altrettanto variabile la frequenza dei soggetti con disfunzioni della tiroide, definite come valori anormali degli esami indicativi della funzione della ghiandola. Infatti, essa è risultata alterata con una frequenza compresa in un intervallo molto ampio, dal 13 al 64%, e altrettanto grande è stata la variabilità della prevalenza dei casi con presentazione clinica della disfunzione. I quadri riportati più spesso sono stati la tireotossicosi, per lo più dovuta a tiroiditi, e, più raramente, la nuova comparsa di malattia di Graves e di ipotiroidismo. Infatti, mentre valori elevati di TSH sono stati rilevati con frequenza compresa fra il 5 e il 54%, livelli elevati dello stesso ormone, indicativi della presenza di una ridotta funzione della ghiandola, sono stati osservati in percentuali molto più basse, dallo 0 all’8%. In tre ricerche è stato fatto un confronto con un gruppo di controllo e le concentrazioni nel sangue di TSH sono state in media significativamente più basse nei soggetti con infezione da COVID-19. Ulteriori evidenze raccolte sono state quella sulla relazione fra grado di riduzione del TSH e gravità dell’andamento dell’infezione virale e quella fra disfunzione della tiroide e probabilità di decesso, che però ha fornito dati contrastanti.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che la disfunzione della tiroide è presente in una percentuale variabile di persone con infezione da COVID-19 e hanno raccomandato l’esecuzione di specifiche valutazioni, che permettano di individuare precocemente le alterazioni della funzione della ghiandola.        

Tommaso Sacco

Fonte: Prevalence of thyroid dysfunction in patients with COVID‑19: a systematic review; Clinical and Translational Imaging, March 11, 2021.