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Terapia dell’ipotiroidismo: le Linee Guida dell’Associazione Americana della Tiroide forniscono risposte ai maggiori quesiti sull’argomento

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Terapia dell’ipotiroidismo: le Linee Guida dell’Associazione Americana della Tiroide forniscono risposte ai maggiori quesiti sull’argomento

Nonostante l’ipotiroidismo sia una condizione molto diffusa, non sono pochi gli aspetti che lo riguardano che sono ancora dibattuti. L’Associazione Americana della Tiroide (American Thyroid Association) ha impostato le Linee Guida, appena pubblicate, sotto forma di domande e risposte, forse proprio per proporre le sue soluzioni ai problemi aperti. Il sito della Fondazione Cesare Serono riproporrà le più importanti, in una serie di aggiornamenti.

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Perché la levotiroxina da sola è considerata la cura di riferimento per l’ipotiroidismo?

Raccomandazione: la levotiroxina è raccomandata come terapia di prima scelta nel trattamento dell’ipotiroidismo per la sua efficacia nel risolvere i sintomi dell’ipotiroidismo, per la lunga esperienza raccolta sui suoi effetti, per il profilo favorevole dei suoi effetti indesiderati, per la facilità di somministrazione, per il buon assorbimento intestinale, per la lunga permanenza nel circolo sanguigno (lunga emivita) e per il basso costo.

Nel testo a supporto della raccomandazione sopra riportata, le Linee Guida trattano vari aspetti. Innanzitutto ricordano i meccanismi che determinano il bilancio fra T3 e T4 nell’organismo e, in particolare, ricordano il ruolo della deiodinazione, per poi spiegare che la levotiroxina è sottoposta agli stessi processi che riguardano gli ormoni prodotti dalla tiroide.

Ricordano anche che, negli anni 70, l’ipotiroidismo si curava ancora con gli estratti di tiroide, cioè con prodotti ricavati dalla tiroide di animali, che sarebbero poi stati soppiantati dalla levotiroxina, per i vantaggi che essa offriva sotto tutti i punti di vista e anche per le conoscenze acquisite sul metabolismo di queste molecole e sul meccanismo di deiodinazione che produce T3, a partire dalla T4.

La levotiroxina, somministrata per bocca, viene assorbita nell’intestino per il 70-80% e la sua lunga permanenza nel sangue permette, con una singola somministrazione giornaliera, di mantenere nel sangue livelli stabili di T4 e T3. Le Linee Guida segnalano che, nei soggetti privi di tiroide, ad esempio perché sottoposti a rimozione chirurgica dell’organo, per mantenere una concentrazione normale nel sangue di TSH, si avranno livelli più alti del normale di FT4 e normali o leggermente più bassi di FT3. Infine, 6 settimane sono di solito il tempo necessario per la stabilizzazione dei livelli degli ormoni circolanti quando si somministra levotiroxina per ovviare a carenze della funzione della tiroide.

Tommaso Sacco

Fonte: Guidelines for the treatment of hypothyroidism; Thyroid, 2014, September 29.