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Terapia chirurgica dell’iperparatiroidismo e apparato cardiovascolare: servono nuovi studi

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Terapia chirurgica dell’iperparatiroidismo e apparato cardiovascolare: servono nuovi studi

Un gruppo di esperti italiani ha pubblicato una revisione della letteratura sulle alterazioni della funzione dell’apparato cardiovascolare che si osservano nelle persone con iperparatiroidismo. Sono giunti alla conclusione che sono necessarie ricerche sull’argomento per colmare le attuali lacune.

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L’iperparatiroidismo è la malattia provocata da un aumento delle attività delle paratiroidi. I dati oggi disponibili sugli effetti di questa condizione sulla funzione dell’apparato cardiovascolare sono contraddittori e le alterazioni che si possono osservare a carico del cuore e dei vasi nelle persone con iperparatiroidismo primario non vengono prese in considerazione fra i criteri in base ai quali si stabilisce la necessità di rimuovere le paratiroidi con intervento chirurgico. Jessica Pepe e colleghi hanno analizzato la letteratura sull’argomento, per valutare le conoscenze acquisite e definire gli aspetti ancora da chiarire. Molte ricerche hanno esplorato gli effetti fisiologici del paratormone e del calcio sulle cellule che costituiscono il cuore, sul sistema che trasmette lo stimolo alla contrazione in questo organo, sul funzionamento delle pareti dei vasi e sulle cellule beta del pancreas. Una discreta mole di dati riguarda l’associazione fra forme lievi e moderate di iperparatiroidismo da una parte e, dall’altra, ipertensione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco, disfunzioni delle cellule che costituiscono i vasi sanguigni, alterazioni del metabolismo glucidico e Sindrome plurimetabolica. D’altra parte, molti dei dati raccolti sono stati ottenuti con studi osservazionali e, quindi, non sono sufficientemente robusti. Una possibile causa della contraddittorietà delle evidenze raccolte consiste nelle differenze fra i metodi sperimentali utilizzati. Ad esempio, nel verificare l’effetto dell’asportazione delle paratiroidi sulla funzione cardiovascolare non sempre si sono esclusi altri fattori che influenzano quest’ultima funzione e possono essere stati all’origine dei risultati poco attendibili ottenuti dalle ricerche. Una sola metanalisi è stata eseguita sull’argomento e ha evidenziato un effetto positivo della rimozione delle paratiroidi sulla massa del ventricolo sinistro del cuore, variabile che permette di prevedere la mortalità da malattie cardiovascolari. Nella stessa metanalisi si è calcolato che, quanto più elevata era la concentrazione nel sangue di paratormone prima dell’intervento, tanto maggiori erano i miglioramenti ottenuti con l’asportazione delle paratiroidi. Inoltre, si è osservato che le persone con iperparatiroidismo che presentano valori normali della concentrazione di calcio nel sangue presentano un livello di rischio di malattie cardiovascolari simile a quello dei soggetti con iperparatiroidismo e ipercalcemia e questo confermerebbe che, all’origine dei problemi, ci sia il paratormone, piuttosto che il calcio.

Nelle conclusioni, gli autori sottolineano la necessità di eseguire studi specifici per definire l’impatto dell’asportazione delle paratiroidi sullo sviluppo delle malattie cardiovascolari e sul rischio di decesso delle persone con iperparatiroidismo.

Tommaso Sacco

Fonte: Cardiovascular manifestations of primary hyperparathyroidism: a narrative review; European Journal of Endocrinology 2017; 177: R297–R308