Selenio e vitamina D nell’ipertiroidismo della malattia di Graves trattato con metimazolo

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Selenio e vitamina D nell’ipertiroidismo della malattia di Graves trattato con metimazolo

Autori italiani hanno valutato l’efficacia della somministrazione di un’associazione di selenio e vitamina D in soggetti con ipertiroidismo da malattia di Graves trattati con metimazolo. I risultati hanno indicato che raggiungere livelli ottimali di vitamina D e di selenio potenzia l’efficacia del metimazolo nella fase iniziale della cura nelle persone con carenze dei due elementi.

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Il rapido e stabile controllo dell’ipertiroidismo è fondamentale per evitare gli effetti dannosi dell’eccesso di ormoni tiroidei nell’organismo. Il metimazolo è, secondo Gallo e colleghi, la cura di prima linea dell’ipertiroidismo provocato dalla malattia di Graves. In persone che hanno ricevuto una nuova diagnosi di questa disfunzione della tiroide è stata riportata una riduzione delle concentrazioni nel sangue di selenio e di 25-idrossi vitamina D. Bassi livelli di selenio possono peggiorare lo stress ossidativo, rendendo meno efficaci i meccanismi di smaltimento dei radicali liberi, e ridotte concentrazioni di vitamina D possono limitare le risposte del sistema immunitario che riducono l’infiammazione. Per questo motivo, gli autori hanno eseguito uno studio, randomizzato e controllato, che ha verificato l’efficacia dell’associazione di selenio e vitamina D, in aggiunta al metimazolo, nel determinare un più rapido controllo dell’ipertiroidismo. Sono stati arruolati 42 malati, che hanno ricevuto, in maniera consecutiva, una nuova diagnosi di ipertiroidismo da malattia di Graves e che avevano livelli bassi di selenio e vitamina D. Metà di essi ha ricevuto vitamina D e selenio, oltre al metimazolo, e l’altra metà solo metimazolo. La somministrazione di selenio è stata interrotta dopo 180 giorni, mentre le altre cure sono continuate. Il protocollo di terapia comprendente vitamina D, selenio e metimazolo ha determinato una riduzione significativamente maggiore della concentrazione di FT4 nel sangue dopo 45 giorni (- 37.9 pg/ml; intervallo di confidenza al 95% da – 43.7 a – 32.2 pg/ml) e dopo 180 giorni di cura (- 36.5 pg/ml; intervallo di confidenza al 95% da – 42.0 a – 30.9 pg/ml), rispetto al trattamento con solo metimazolo (a 45 giorni: – 25.7 pg/ml; intervallo di confidenza al 95% da – 31.6 a – 19.7 pg/ml e a 180 giorni: – 22.9 pg/ml; intervallo di confidenza al 95% da – 28.0 a – 17.3 pg/ml). La differenza di effetto tra i due trattamenti è stata statisticamente significativa: p=0.002. I dati raccolti a 270 giorni hanno confermato questo andamento e anche la valutazione della qualità della vita ha mostrato un vantaggio dell’associazione di selenio e vitamina D al metimazolo nella casistica considerata.  

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che i risultati del loro studio hanno dimostrato una maggiore efficacia dell’associazione di selenio e vitamina D al metimazolo nelle persone con ipertiroidismo da malattia di Graves che hanno carenze dei due elementi.

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