Dopo il sale iodato anche il sale con iodio e ferro?

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Dopo il sale iodato anche il sale con iodio e ferro?

Una metanalisi ha confrontato gli effetti dell’assunzione del sale addizionato solo con iodio e di quello addizionato con iodio e ferro sul metabolismo dello iodio e del ferro nell’organismo, in soggetti di diverse fasce di età. I risultati hanno indicato che il sale addizionato con iodio e ferro offre piccoli vantaggi, rispetto a quello iodato, nel prevenire le anemie.

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La carenza di ferro è importante perché comporta conseguenze di vario tipo sulla salute, in particolare nei bambini, nelle donne in età precedente alla menopausa e nelle popolazioni a reddito più basso. Una possibile conseguenza della carenza di ferro è l’anemia, che si può presentare anche per altre cause. Interventi nutrizionali su ampia scala, come l’aggiunta di un particolare elemento a cibi di largo consumo, possono migliorare l’apporto di micronutrienti in fasce di popolazione svantaggiate, che difficilmente raggiungono lo stesso obiettivo in altro modo. Dato il grande successo della prevenzione della carenza di iodio con l’aggiunta di tale micronutriente al sale alimentare, è stato proposto di fare lo stesso con il ferro, per prevenire la sua carenza e l’anemia. Anche se in questo campo saranno necessari ulteriori studi, Baxter e colleghi hanno eseguito una metanalisi per analizzare le evidenze raccolte sino ad ora in questo campo. Sono stati selezionati, nella letteratura scientifica, articoli relativi a ricerche seguite in questo campo e nella metanalisi sono stati inclusi 18 studi che avevano arruolato complessivamente 8800 soggetti in 5 Paesi. In tutte le ricerche gli effetti del sale addizionato di iodio e di ferro sono stati confrontati a quelli del sale iodato. Le evidenze raccolte negli studi clinici controllati hanno suggerito che, rispetto al sale iodato, quello con sale e ferro induce lievi miglioramenti della concentrazione di emoglobina nel sangue (differenza media 0.43 g/dl; intervallo di confidenza al 95% 0.23-063; 13 studi, 4564 partecipanti; bassa certezza di evidenza) e riduce la concentrazione di iodio nelle urine, rispetto al sale iodato (differenza media – 96.86 mcg/L; intervallo di confidenza al 95% da – 164.99 a – 28.73; 7 studi, 1594 partecipanti; bassa certezza di evidenza). D’altra parte, ambedue i tipi di sale hanno aumentato la concentrazione media di iodio nelle urine, normalizzandola rispetto ai valori indicativi della carenza di iodio. Dall’analisi degli studi osservazionali, non è emerso un effetto sulla concentrazione di emoglobina nel sangue o su quella di iodio nelle urine. Nessuna ricerca ha valutato la pressione arteriosa e, per quanto riguarda le variabili secondarie valutate negli studi clinici controllati, il sale addizionato di ferro e iodio, rispetto al sale iodato, non ha avuto effetti, o ne ha avuti minimi, sulla concentrazione nel sangue della ferritina o su quella dei recettori della ferritina. Nell’articolo si riportano anche altri riscontri, come quelli relativi alla riduzione del rischio di anemia del 21% o del rischio di anemia da carenza di ferro del 65% con il sale addizionato di iodio e ferro, rispetto al sale iodato. In una sola ricerca sono stati registrati gli effetti indesiderati.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che l’insieme dei dati disponibili ha suggerito che l’assunzione di sale addizionato di iodio e ferro abbia un effetto limitato, ma positivo, sulla concentrazione di emoglobina nel sangue e sulla prevalenza di anemia, rispetto al sale iodato. Future ricerche dovranno fornire evidenze più robuste, sia circa l’efficacia di questo tipo di sale, sia sul bilancio fra costi e benefici che la sua diffusione comporterebbe.                   

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