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Il ruolo del selenio nelle malattie della tiroide

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Il ruolo del selenio nelle malattie della tiroide

Negli ultimi anni l’effetto del selenio, sulla tiroide e sulle sue malattie, sta suscitando un interesse sempre maggiore. Un gruppo di esperti portoghesi ha analizzato le informazioni disponibili, a riguardo, nella letteratura scientifica.

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Il selenio è stato descritto per la prima volta nel 1817 e il nome che gli è stato attribuito deriva dal termine greco selene, che significa luna, perché il suo colore richiama quello del satellite. Le concentrazioni di questo elemento nell’organismo dipendono dall’area geografica dove vive un individuo in quanto il selenio  è presente nella terra e, di conseguenza finisce negli alimenti. Negli ultimi anni, l’attenzione di molti esperti si è focalizzata sul ruolo che il selenio gioca nella funzione della tiroide, perché si è scoperto che questo organo ha la più alta concentrazione per grammo di questo elemento, rispetto a qualsiasi altro tessuto o organo dell’organismo. Inoltre, si è dimostrato che esso viene incorporato in proteine, denominate selenoproteine, che fungono da antiossidanti e, quindi, difendono la tiroide dai radicali liberi, generati durante la produzione degli ormoni tiroidei. Il selenio è incorporato anche in enzimi che servono a produrre gli ormoni stessi. Fra le maggiori fonti di selenio c’è la carne, seguita dal pesce, dalla pasta o dal riso, mentre ne sono meno ricchi il pane e altri cereali.

Sulla base della revisione della letteratura eseguita da Mara Ventura e colleghi, la relazione più stretta fra selenio e malattie della tiroide riguarderebbe le tiroiditi autoimmuni. Infatti, i lavori pubblicati indicano che l’assunzione di selenio comporta: una riduzione della concentrazione nel sangue degli anticorpi antiperossidasi e miglioramenti sia dell’aspetto della tiroide rilevabile con l’ecografia, che della qualità di vita. Inoltre, l’assunzione di selenio migliora le alterazioni a carico degli occhi, che possono accompagnare la Malattia di Graves e la qualità di vita derivante da questo problema.

Gli autori hanno concluso che, sulla base della letteratura scientifica disponibile, il mantenimento di concentrazioni adeguate di selenio nell’organismo può prevenire le malattie della tiroide e aiutare a mantenere un benessere generale. La somministrazione di selenio fornisce benefici nel modulare i meccanismi del sistema immunitario, che sono alterati nelle tiroiditi autoimmuni, e contribuisce a migliorare le alterazioni degli occhi dovute alla Malattia di Graves.

Tommaso Sacco

Fonte: Selenium and Thyroid Disease: From Pathophysiology to Treatment; International Journal of Endocrinology, 2017; Article ID 1297658