Rischio di malignità dei noduli della tiroide con cellule di Hürthle

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Rischio di malignità dei noduli della tiroide con cellule di Hürthle

Un gruppo di specialisti italiani ha valutato la frequenza di caratteristiche di malignità in noduli indeterminati della tiroide che contenevano cellule di Hürthle. I risultati hanno indicato che la presenza di tali cellule si è associato a un basso rischio di malignità, in particolare nei casi che presentava no anche una tiroidite di Hashimoto.

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Le cellule di Hürthle sono cellule dei follicoli della tiroide che hanno subito modificazioni e il loro sviluppo e la loro diffusione sono stati posti in relazione con diversi stimoli che sollecitano le cellule. La maggior parte dei campioni raccolti con l’agoaspirato che contengono le cellule di Hürthle è classificata come indeterminata, in termini di rischio di malignità, benché il rischio di malignità specifico associata a questo tipo di alterazione cellulare non sia stato tuttora chiarito. Scopo dello studio di Perticone e colleghi è stato quello di valutare se la presenza delle cellule di Hürthle in noduli indeterminati della tiroide si associava a un rischio di malignità. Si è anche verificato se tale rischio era influenzato dalla presenza concomitante di una tiroidite di Hashimoto. Sono stati analizzati in maniera retrospettiva tutti i noduli della tiroide asportati con intervento chirurgico presso il Centro dell’Ospedale San Raffaele di Milano tra il gennaio del 2010 e il marzo del 2019. Per ciascun nodulo è stata individuata la presenza delle cellule di Hürthle nel referto dell’esame citologico dell’agoaspirato e i riscontri citologici sono stati posti in relazione con quelli istologici. Lo studio ha riguardato un totale di 354 noduli della tiroide. La frequenza di malignità è stata significativamente più bassa nei noduli che contenevano cellule di Hürthle, rispetto a quelli che non le avevano: 11.4% rispetto a 22.5% (p=0.01). Nonostante non ci fossero differenze di frequenza di malignità nel totale della casistica in rapporto alla presenza o all’assenza della tiroidite di Hashimoto (21.5% rispetto a 18.5%, p=0.63). Una prevalenza significativamente minore di lesioni maligne nei noduli contenenti cellule di Hürthle è stata confermata solo se c’era anche una tiroidite di Hashimoto documentata con esame istologico: 6.2% rispetto a 32%, p=0.005.

Nelle conclusioni gli autori hanno confermato che, sulla base delle evidenze raccolte, il riscontro di cellule di Hürthle in noduli indeterminati della tiroide è associato un basso rischio di malignità, in particolare nei casi nei quali c’è anche la tiroidite di Hashimoto. Hanno aggiunto che tali caratteristiche possono comportare una gestione clinica più conservativa.         

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