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La radiofrequenza: una tecnica alternativa alla chirurgia nella rimozione dei noduli della tiroide

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La radiofrequenza: una tecnica alternativa alla chirurgia nella rimozione dei noduli della tiroide

Un gruppo di specialisti italiani dell’Università di Pisa ha valutato l’efficacia della radiofrequenza nella eliminazione dei noduli benigni della tiroide. L’approccio si è dimostrato una valida alternativa alla terapia chirurgica, in casi selezionati.

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L’asportazione chirurgica dei noduli della tiroide è una tecnica ampiamente diffusa, che risulta sicura, specie se eseguita da chirurghi specializzati in questo tipo di intervento. D’altra parte, poiché come qualsiasi approccio chirurgico comporta complicanze, anche se rare, da sempre si valutano possibili alternative. La radiofrequenza è una tecnica usata in vari campi della medicina come alternativa alla chirurgia tradizionale. In particolare per quanto riguarda i noduli della tiroide, indirizzando su di essi un particolare tipo di onde radio, si danneggia in maniera mirata il tessuto che li costituisce e ciò ne induce l’involuzione. Cervelli e colleghi hanno riportato la loro esperienza relativa all’eliminazione di 51 noduli in 46 persone che avevano rifiutato l’intervento chirurgico o nelle quali esso era controindicato. In 31 casi il volume dei noduli, verificato con l’ecografia, era inferiore a  20 cm3 (gruppo A) e in 20 era maggiore o uguale a 20 cm3 (gruppo B). Per ciascun nodulo è stata valutata anche la percentuale di tessuto solido che lo componeva, e il liquido presente al suo interno è stato aspirato. Sintomi e aspetti cosmetici dell’intervento sono stati studiati con apposite scale. Tutte le rimozioni con radiofrequenza sono state eseguite controllando l’area interessata mediante ecografia. Lo stesso esame è stato impiegato per verificare l’esito del trattamento a intervalli di sei mesi, per un totale di 18 mesi per il gruppo A e di 12 mesi nel gruppo B. In alcuni casi è stato ripetuto il trattamento con radiofrequenza e la percentuale di riduzione del volume dei noduli è stata calcolata con controlli semestrali.  Non si sono registrate paralisi permanenti del nervo laringeo e si sono osservati due casi di raucedine, che poi si sono risolti. Nell’insieme dei casi sottoposti a un unico trattamento con radiofrequenza, la percentuale di riduzione del volume dei noduli a 6, 12, e 18 mesi è stata, rispettivamente, del 69.4%, 78.7% e 84% nel gruppo A e del 66.6%, 79.4%, e 81.5% nel gruppo B. La percentuale di riduzione del volume dei 6 noduli del gruppo B sottoposti a un secondo trattamento con radiofrequenza è stata del 86.4% e del 88.2%, a 6 e a 12 mesi. In tutti i casi valutati sono migliorati i sintomi e gli aspetti cosmetici.

Gli autori hanno concluso che, nella loro esperienza, il trattamento con radiofrequenza dei noduli della tiroide si è rivelato affidabile in casi selezionati.

Tommaso Sacco

Fonte: Radiofrequency Ablation in the Treatment of Benign Thyroid Nodules: An Efficient and Safe Alternative to Surgery; Journal of Vascular and Interventional Radiology, 2017 Oct;28(10):1400-1408.