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Radiofrequenza o laser per i noduli benigni della tiroide?

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Radiofrequenza o laser per i noduli benigni della tiroide?

Un gruppo di specialisti italiani di Centri di Endocrinologia distribuiti in tutto il territorio nazionale ha pubblicato uno studio di confronto dell’efficacia, della radiofrequenza e del laser, nell’eliminazione dei noduli benigni della tiroide. I risultati hanno confermato la validità di ambedue gli approcci e hanno evidenziato con la radiofrequenza, sono meno frequenti la recidiva del nodulo e una seconda procedura ablazione.

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Nel trattamento dei noduli benigni della tiroide sono efficaci sia la radiofrequenza, che la procedura che utilizza il laser. Trattandosi di tecniche introdotte da non molti anni, nella pratica clinica, ci sono pochi studi con osservazione a lungo termine degli esiti. Per questo motivo, Bernardi e colleghi hanno eseguito una ricerca nel quale hanno valutato l’efficacia dei due approcci, la frequenza della ripresentazione del nodulo e di un nuovo trattamento, entro un lasso di tempo di cinque dall’esecuzione delle procedure di radiofrequenza o di somministrazione di laser. Si è trattato di una ricerca multicentrica e retrospettiva eseguita su 406 soggetti sottoposti ai trattamenti citati e seguiti per i cinque anni successivi. Sono stati usati metodi statistici specifici per confrontare l’effetto delle procedure e per identificare i fattori associati alla recidiva del nodulo e alla necessità di un ulteriore trattamento. Sia la radiofrequenza che il laser hanno ridotto il volume dei noduli benigni della tiroide e tale effetto si è mantenuto, in generale, per i cinque anni successivi. L’obiettivo della procedura, definito come riduzione del volume ≥50% dopo un anno, è stato raggiunto nel 74% dei casi e, in particolare, nell’85% di quelli gestiti con la radiofrequenza e nel 63% di quelli nei quali si è usato il laser. Il nodulo si è riformato complessivamente nel 28% dei soggetti e, rispettivamente, nel 20% dopo radiofrequenza e nel 38% dopo laser terapia. Nella gran parte della casistica non si è resa necessaria un’ulteriore procedura. Solo nel 18% dei casi, 12% dopo radiofrequenza e 24% dopo laser, si è dovuti intervenire di nuovo. Ricerche che hanno valutato l’incidenza cumulativa, hanno dimostrato che la radiofrequenza è associata a un rischio più basso di recidiva del nodulo e a una minore necessità di ulteriori trattamenti. La mancata efficacia della tecnica e la riproposizione del nodulo sono state poste in relazione al ridotto livello di energia applicato nel corso della procedura. Inoltre sono risultati correlati alla necessità di una seconda terapia la giovane età, l’ampia dimensione del nodulo, la limitata diminuzione del volume a un anno dalla procedura e, appunto, la bassa energia applicata. Il limite individuato a questo proposito per la radiofrequenza è stato di 918 j/ml.

Nelle conclusioni gli autori hanno confermato che sia la radiofrequenza che la laser terapia determinano una riduzione significativa e duratura del volume dei noduli benigni della tiroide e che il rischio che si riformi il nodulo è minore dopo radiofrequenza.       

Tommaso Sacco

Fonte: Five-year Results of Radiofrequency and Laser Ablation of Benign Thyroid Nodules: A Multicenter Study From the Italian Minimally-Invasive Treatments of the Thyroid Group; Thyroid 2020 Jun 24.