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Quando fare l’ecografia

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Quando fare l’ecografia

La Società Americana della Tiroide (American Thyroid Association: ATA) ha pubblicato nel dicembre 2015 le nuove Linee Guida per la gestione dei noduli e dei tumori differenziati della tiroide. Come per le edizioni precedenti, tale pubblicazione diventerà un riferimento per i medici di tutto il mondo. Il sito della fondazione Cesare Serono ha pubblicato due precedenti aggiornamenti sulle Linee Guida, ai quali fa seguito questo, che riguarda l’esecuzione dell’ecografia della tiroide.

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Quali sono gli esami di laboratorio e strumentali da eseguire quando si scoprono noduli della tiroide che si sono manifestati clinicamente o sono stati individuati per caso?

Raccomandazione: l’ecografia della tiroide con la valutazione dei linfonodi del collo dovrebbe essere eseguita in tutti i soggetti con presenza già nota o sospetta di noduli della tiroide.

In base alla raccomandazione delle Linee Guida della Società Americana della Tiroide, un’ecografia della tiroide e del collo dovrebbe essere eseguita in tutte le persone nelle quali si sospetta la presenza di un nodulo della tiroide, di un gozzo con noduli o nelle quali un esame radiologico o un altro esame per immagini ha rilevato casualmente la presenza di un nodulo. Le domande alle quali l’ecografia può rispondere sono le seguenti:

  • L’alterazione rilevata con altri approcci (anche palpando la ghiandola, n.d.r.) è realmente un nodulo?
  • Quanto è grande il nodulo?
  • Che struttura ha il nodulo all’ecografia?
  • C’è qualche linfonodo ingrossato nel collo?
  • Il nodulo ha l’aspetto di una cisti per più del 50% del suo volume?
  • Il nodulo è situato dietro alla tiroide?

Queste ultime due evidenze sono importanti perché riducono l’accuratezza di un ago aspirato eventualmente eseguito senza la guida dell’ecografia.

Come si vede, dalle indicazioni delle Linee Guida, l’ecografia può fornire molte informazioni: da che tipo di tessuto è costituito il nodulo; quanto è grande, rispetto alla tiroide; dove è localizzato; se la sua presenza si associa a quella di linfonodi ingrossati e dove questi ultimi sono posizionati. Il referto dell’ecografia dovrebbe sempre riportare le misure del nodulo in tre dimensioni: lunghezza, larghezza e spessore, la sua posizione rispetto ai lobi della tiroide, l’aspetto del suo contenuto (solido, liquido, ecc.) e dei suoi margini, l’eventuale presenza di depositi di calcio e la distribuzione dei vasi sanguigni nell’area. Tutto questo è molto importante perché, dalla combinazione di queste informazioni, deriva la decisione di eseguire una biopsia, che permetta di escludere che il nodulo è costituito da un tumore. Anche nelle persone che hanno già eseguito una scintigrafia, a sua volta fatta perché i valori di TSH erano bassi, l’ecografia si dovrebbe eseguire per confrontare i risultati con quelli della scintigrafia.

Le indicazioni delle Linee Guida ribadiscono quindi l’importanza dell’ecografia come esame chiave per decidere e indirizzare ulteriori accertamenti. Va sottolineato che il valore dei risultati dell’esame è proporzionale all’esperienza e alla perizia dell’operatore e si spera che i tagli ai servizi offerti dal Sistema Sanitario Nazionale non impediscano l’esecuzione dell’ecografia in tutti i casi in cui essa è indicata.

Tommaso Sacco

Fonte: American Thyroid Association Management Guidelines for Adult Patients with Thyroid Nodules and Differentiated Thyroid Cancer: The American Thyroid Association Guidelines Task Force on Thyroid Nodules and Differentiated Thyroid Cancer; Thyroid. 2016 Jan, 26(1):1-133. 

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