Quando è consigliabile il trattamento dell’ipotiroidismo subclinico pediatrico

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Quando è consigliabile il trattamento dell’ipotiroidismo subclinico pediatrico

Un gruppo di esperti italiani ha passato in rivista la letteratura scientifica relativa al trattamento dell’ipotiroidismo subclinico pediatrico. Sulla base delle informazioni raccolte, hanno formulato indicazioni sulla gestione dei bambini che presentano tale condizione.

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L’ipotiroidismo si può presentare anche nella popolazione pediatrica, sia pure con una frequenza sensibilmente minore di quella rilevata negli adulti. Particolarmente difficili da individuare sono i quadri di ipotiroidismo subclinico per i quali i criteri di gestione non sono stati ben definiti. Crisafulli e colleghi hanno passato in rivista la letteratura sull’argomento, con l’obiettivo di fornire indicazioni per la pratica clinica di queste forme di ipotiroidismo. In particolare hanno analizzato le principali variabili da considerare per valutare l’opportunità di curare con levotiroxina i bambini che presentano ipotiroidismo subclinico. Sono state anche definite le indicazioni circa l’esecuzione di controlli periodici. La prima conclusione alla quale sono giunti gli autori è che il trattamento dell’ipotiroidismo subclinico è richiesto nei casi pediatrici di tiroidite di Hashimoto che presentino un peggioramento progressivo della funzione della tiroide e, in particolare, nei casi con gozzo, tanto più se dovessero comparire sintomi. La terapia è raccomandata anche quando l’ipotiroidismo subclinico si associa alla Sindrome di Turner o alla Sindrome di Down o se sono presenti altre malattie autoimmuni. Dovrebbe essere raccomandata una cura nei casi di soggetti pediatrici con alterazioni del metabolismo che favoriscono lo sviluppo precoce di danni aterosclerotici in età pediatrica. Non è consigliato il trattamento nei bambini con ipotiroidismo subclinico lieve, senza causa nota, non associato a gozzo e non accompagnato da sintomi di ridotta funzione tiroidea e nei casi in cui sono negativi gli autoanticorpi anti-tiroide. Se in occasione della prima diagnosi non è indicata una terapia, devono essere periodicamente verificati il quadro clinico generale e la funzione tiroidea per rilevare l’opportunità di introdurre un trattamento in un secondo tempo. In particolare, sarebbe opportuno che i bambini con un aumento lieve, ma persistente, del TSH, non in cura con levotiroxina, fossero rivalutati ogni 6 mesi. Se per 2 anni si conferma una stabilità del quadro l’intervallo fra i controlli può essere prolungato. Nelle conclusioni, gli autori sottolineano che l’ipotiroidismo subclinico in pediatria è di solito benigno e tendente alla risoluzione. Esistono casi con prognosi più grave, che richiedono un trattamento, e altri nei quali sono necessari controlli attenti e ripetuti.   

Tommaso Sacco

Fonte: Subclinical Hypothyroidism in Children: When a Replacement Hormonal Treatment Might Be Advisable; Frontiers in Endocrinology, 10:109.        

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