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Proposta una nuova classificazione per un particolare tipo di carcinoma papillare della tiroide

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Proposta una nuova classificazione per un particolare tipo di carcinoma papillare della tiroide

Un gruppo internazionale di esperti ha proposto una nuova classificazione per il carcinoma papillare della tiroide nella sua forma follicolare capsulata. L’andamento particolarmente benigno di tale forma suggerirebbe anche un diverso approccio terapeutico.

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Il carcinoma papillare della tiroide è la forma più frequente di neoplasia dell’organo, riguarda prevalentemente le donne e la fascia di età nella quale si individua più spesso è quella fra i 40 e i 50 anni. La prognosi di questa neoplasia varia in base a diversi fattori che vanno dall’età, al sesso, all’estensione al di fuori della tiroide e alla presenza di una capsula che racchiude il tumore. In particolare, ne esiste una forma, definita follicolare, per l’aspetto a follicoli rilevabile al microscopio, e capsulato, per la presenza di una capsula che lo avvolge. Ogni anno, in tutto il mondo, vengono diagnosticati 45.000 nuovi casi di questa forma di neoplasia.

Nikiforov e colleghi hanno eseguito uno studio che ha ricostruito la storia di noduli della tiroide diagnosticati come carcinoma papillare della tiroide follicolare capsulato in 109 soggetti. Le biopsie di questi tumori sono state raccolte in 13 Centri di cinque paesi e analizzate da 24 specialisti diversi. Gli esperti coinvolti hanno discusso le loro valutazioni per concordare dei nuovi criteri di diagnosi e una nuova classificazione. L’evoluzione del tumore, rilevata nella casistica studiata, ha suggerito di attribuirgli la denominazione di “neoplasia follicolare tiroidea non-invasiva con aspetti nucleari simil-papillari”. Inoltre, gli esperti coinvolti hanno ritenuto che questa forma di neoplasia, oltre a essere riclassificata, debba essere affrontata con nuove strategie di cura, meno aggressive e meno costose, in quanto comporta un rischio minore, di quello ipotizzato in passato, di diffondersi e di recidivare. Ad esempio, si ritengono non indispensabili: l’asportazione completa della tiroide e la somministrazione di una cura con radioiodio. Infine, la ridefinizione di questa forma di tumore in termini di gravità potrebbe avere effetti psicologici positivi sulle persone nelle quali viene formulata la diagnosi.

E’ importante che una forma di tumore abbastanza diffusa venga “declassata” in termini di gravità e rischio di evoluzione negativa. D’altra parte, va ricordato che qualsiasi decisione, riguardo al tipo di lesione e agli approcci da applicare, si basa su una precisa definizione dell’aspetto microscopico della lesione stessa e quindi è indispensabile che tale valutazione sia eseguita da specialisti che abbiano una profonda conoscenza e un’ampia esperienza nel campo.

Tommaso Sacco

Fonte: Nomenclature Revision for Encapsulated Follicular Variant of Papillary Thyroid Carcinoma: A Paradigm Shift to Reduce Overtreatment of Indolent Tumors; JAMA Oncology, April 14, 2016

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