Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Precisazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco sulla prescrizione di prodotti a base di levotiroxina

Notizia |time pubblicato il
Precisazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco sulla prescrizione di prodotti a base di levotiroxina

Il 15 novembre 2013 l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) aveva pubblicato una nota riguardante gli esami da eseguire in caso di passaggio da un prodotto a base di levotiroxina all’altro. Il 15 dicembre 2014 ha proposto un’ulteriore precisazione mirata a semplificare la gestione di questi prodotti.

Potrebbe interessarti anche…

La nota del 15 novembre 2013 suggeriva di controllare i livelli nel sangue di FT4 e TSH in caso di passaggio da un farmaco a base di levotiroxina dotato di marchio alla sua versione generica. Suggeriva anche di applicare una particolare cautela in presenza di quadri clinici specifici. Nella nota più recente, si indica testualmente che:

  1. “La prima prescrizione di un trattamento a base di levotiroxina può essere effettuata con un farmaco equivalente (o generico) che può essere prescritto ad un costo vantaggioso per il Servizio Sanitario Nazionale, senza perdita di efficacia e sicurezza per il malato. Una volta iniziato il trattamento, tuttavia, si raccomanda la non sostituibilità del farmaco di prima prescrizione.
  2. Nel rispetto della responsabilità professionale del medico, la legge attuale consente al medico prescrittore di specificare la non sostituibilità del medicinale ritenuto idoneo, come chiaramente indicato nel secondo comma dell’articolo 7 della Legge 405/2001.
  3. Nell’interesse prevalente della salute dell’individuo, AIFA auspica, nei casi in cui il medico decida la non sostituibilità del farmaco prescritto, che le Autorità Sanitarie Territoriali non pongano a carico dell’assistito la differenza fra il prezzo più basso e il prezzo del farmaco previsto.”

Una possibile interpretazione di queste indicazioni è che l’AIFA suggerisca una sostanziale stabilità della cura, per evitare che cambiamenti del prodotto impiegato modifichino gli equilibri ormonali del soggetto. Inoltre, si stabilisce che sia il medico a scegliere il prodotto da usare e che non avvengano cambiamenti rispetto alla sua scelta.

Varie sono state le reazioni alla più recente nota dell’AIFA. La sezione pugliese della Federazione Italiana Medici di Famiglia si è espressa a favore del trattamento cronico dell’ipotiroidismo con il farmaco dotato di marchio e non con il corrispondente generico, auspicando che le Autorità Sanitarie Territoriali non facciano pagare all’assistito la differenza fra il prezzo del prodotto più economico e quello del farmaco prescritto dal medico. La Regione Lazio ha deliberato di non far gravare sul cittadino la differenza di prezzo fra il medicinale equivalente (generico) e le specialità medicinali attualmente in commercio. Altre Regioni, come ad esempio la Lombardia, hanno confermato, invece, che debba essere l’assistito a pagare la differenza fra il prezzo del farmaco più economico e quello del prodotto acquistato.

Insomma, come accade sempre più spesso nella Sanità italiana, anche le soluzioni volte a migliorare l’assistenza e la cura dei malati vengono recepite parzialmente e rischiano di creare confusione, disagi e diseguaglianze fra cittadini di aree diverse del Paese.

Tommaso Sacco

Fonti:

  • AIFA
  • FIMG Bari; comunicazione del 15 dicembre 2014.
  • Regione Lazio; determinazione n°418265 del 18/12/14.
  • Regione Lombardia; circolare prot. n. H1.2014.0040417 del 23.12.2014