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Pianificare le cure della Malattia di Graves

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Pianificare le cure della Malattia di Graves

Due esperti inglesi hanno pubblicato una revisione della letteratura sull’utilizzo della misurazione della concentrazione nel sangue degli anticorpi diretti verso i recettori del TSH come informazione di riferimento, per impostare le cure della Malattia di Graves.

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L’anticorpo diretto verso il recettore del TSH, che il sistema immunitario produce “erroneamente” nelle persone che hanno la Malattia di Graves, gioca un ruolo determinante nello sviluppo di questa patologia e l’andamento della sua concentrazione ha una relazione molto stretta con l’evoluzione clinica della malattia stessa. I sistemi di analisi che permettono di misurare la concentrazione di tale anticorpo hanno oggi una sensibilità e una specificità notevoli per la diagnosi di Malattia di Graves. Questo vuol dire che i valori ottenuti dai dosaggi di laboratorio sono molto affidabili per capire come sta andando la malattia e per prevedere eventuali recidive. I livelli nel sangue dell’anticorpo anti-recettore del TSH si riducono somministrando farmaci antitiroidei e dopo la rimozione chirurgica della tiroide. Se invece si somministra radioiodio, le concentrazioni dell’anticorpo aumentano per un anno, per poi ridursi gradualmente. Concentrazioni nel sangue dell’anticorpo anti-recettore del TSH superiori a 12 IU/l riscontrate al momento di formulare la diagnosi di Malattia di Graves espongono a una probabilità di recidiva del 60% a 2 anni e dell’84% a 4 anni. La previsione di recidive arriva a una probabilità superiore al 90% per valori di concentrazioni superiori a 7.5 IU/l a 12 mesi o superiori a 3.85 IU/l alla sospensione dei farmaci antitiroidei. L’analisi di laboratorio dell’anticorpo anti-recettore del TSH non è costosa e, quindi, la si può eseguire al momento della prima diagnosi, dopo 12 mesi e dopo 18 mesi di somministrazione di farmaci antitiroidei per indirizzare le scelte delle cure. Se tendono a mantenersi concentrazioni elevate nel sangue dell’anticorpo, è verosimile che si debba intervenire con la somministrazione di radioiodio o rimuovendo la tiroide, in base alla gravità dell’esoftalmo, associato alla Malattia di Graves. Un altro aspetto da considerare è la possibilità che ha il malato di essere sottoposto a radioterapia. L’impiego dei farmaci antitiroidei nella prima fase della gravidanza, espone al rischio di danni congeniti al nascituro, quindi una tiroidectomia o una radioterapia preventive dovrebbero essere valutate in donne ad alto rischio di recidiva della Malattia di Graves, che vogliano concepire un figlio. Il riscontro della concentrazione di anticorpi anti-recettori del TSH superiore o uguale a 5 IU/l in una donna gravida che abbia o abbia avuto una Malattia di Graves curata, si associa ad un aumentato rischio di tireotossicosi del feto o del neonato, quindi tale situazione richiede controlli molto attenti. I livelli dell’anticorpo variano coerentemente con l’andamento dell’esoftalmo. Per questo motivo, concentrazioni elevate di anticorpi anti-recettori del TSH costituiscono un’indicazione attendibile a somministrare corticosteroidi, per prevenire l’esoftalmo in caso di terapia con radioiodio.

Tommaso Sacco

Fonte: Measuring TSH receptor antibody to influence treatment choices in Graves' disease. Clinical Endocrinology, 2017 May;86(5):652-657