Il peso del malato l’influenza l’aggressività del cancro della tiroide?

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Il peso del malato l’influenza l’aggressività del cancro della tiroide?

La Scuola Endocrinologica di Pisa da tempo rappresenta un’eccellenza nel campo della ricerca e della clinica delle malattie della tiroide. In uno studio recente, specialisti di quella Università hanno valutato il rapporto fra Indice di Massa Corporea ed evoluzione del cancro della tiroide. I risultati non hanno rilevato associazioni.

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L’eccesso di peso e in particolare l’obesità sono stati proposti come fattori di rischio per lo sviluppo e l’evoluzione di diverse neoplasie, fra le quali il cancro differenziato della tiroide. Alcune ricerche hanno valutato anche l’eccesso di peso come fattore di rischio di maggiore aggressività, vale a dire di un’evoluzione più rapida, del cancro differenziato della tiroide, ma hanno ottenuto risultati contrastanti. Per questo motivo, Matrone e colleghi hanno verificato se il livello dell’Indice di Massa Corporea influenzava il grado di aggressività del cancro differenziato della tiroide e la sua evoluzione clinica. Sono stati studiati 1058 casi di cancro differenziato della tiroide, presentatisi consecutivamente all’osservazione, nei quali era stata eseguita una tiroidectomia totale. L’arruolamento nella ricerca è avvenuto in occasione del primo ciclo di trattamento con radioiodio. I malati sono stati divisi in quattro gruppi in base al valore dell’Indice di Massa Corporea: soggetti sottopeso (<18.5 kg/m2), normopeso (18.5-24.9 kg/m2), sovrappeso (25-29.9 kg/m2) e obesi (≥30 kg/m2). Il livello di aggressività della neoplasia al momento della diagnosi e gli esiti clinici sono stati valutati secondo i criteri proposti dalle Linee Guida dell’Associazione Americana della Tiroide pubblicate nel 2015. I risultati hanno indicato che, al momento del primo ciclo di somministrazione di radioiodio, non ci sono state differenze fra i quattro gruppi di Indice di Massa Corporea riguardo a: aspetto istologico, rischio di recidiva in base alle Linee Guida dell’Associazione Americana della Tiroide, attività del radioiodio somministrato e prevalenza di metastasi che captavano radioiodio. Inoltre, alla fine del periodo nel quale sono stati eseguiti i controlli, che ha avuto una durata media di 5.7 anni, non si sono registrate differenze del numero dei trattamenti e della risposta clinica agli stessi.

Nelle conclusioni, Matrone e colleghi hanno evidenziato che, nella loro casistica, non è stata individuata alcuna relazione fra peso dei malati, e il loro Indice di Massa Corporea, e aggressività del cancro differenziato della tiroide, né al momento della diagnosi, né nel corso dei controlli successivi. In termini pratici, questo significa che non c’è necessità di differenziare gli approcci impiegati dopo la tiroidectomia in base al peso corporeo.

Tommaso Sacco

Fonte: Potential Impact of BMI on the Aggressiveness of Presentation and Clinical Outcome of Differentiated Thyroid Cancer; Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism 26 December 2019

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