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Orticaria e tiroiditi autoimmuni

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Orticaria e tiroiditi autoimmuni

Un gruppo di specialisti ha passato in rassegna le evidenze disponibili sull’associazione fra orticaria e tiroiditi autoimmuni. È emerso che tale associazione è frequente e, che fra le due malattie, esistono meccanismi di sviluppo comuni.

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Le tiroiditi autoimmuni hanno una prevalenza di circa il 2% nella popolazione generale e comportano processi di infiammazione a carico della ghiandola con distruzione dei follicoli e alterazioni della funzione che possono consistere sia in un ipotiroidismo che in un ipertiroidismo. Diversi fattori contribuiscono allo sviluppo delle tiroiditi autoimmuni, a partire da una predisposizione genetica fino a eccessi di apporto di iodio o a carenze di vitamina D o di selenio. La presenza di altre malattie autoimmuni, ma anche infezioni virali e batteriche costituiscono ulteriori fattori che aumentano la probabilità di presentazione di queste patologie. I meccanismi di sviluppo dell’orticaria cronica spontanea sono vari. Il principale consiste nell’anomala liberazione, da parte dei mastociti, di mediatori dell’infiammazione come istamina e citochine. L’aumentata concentrazione nei tessuti di queste molecole provoca arrossamento, edema, prurito e altri sintomi tipici dell’orticaria. Fra le cause ipotizzate per l’iniziale attivazione dei mastociti, ci sono processi autoimmuni o di auto-reattività, cioè errori di attivazione del sistema immunitario. L’associazione fra orticaria cronica spontanea e malattie autoimmuni in generale è stata riportata per la prima volta da Ravitch nel 1907 e, a seguire, vari autori hanno approfondito le ricerche sull’argomento, in particolare riguardo al rapporto fra orticaria e tiroiditi autoimmuni perché, di tutte le malattie con questo tipo di meccanismo, quelle che interessano la tiroide sono le più frequenti. Peraltro, i dati epidemiologici mostrano una variabilità molto ampia. Infatti, nelle persone con orticaria cronica spontanea, la frequenza di tiroiditi autoimmuni varia dal 4.3 al 57.4 negli adulti e dal 3.5 all’8% nei soggetti pediatrici. Circa i meccanismi fisiopatologici comuni, si ritiene che l’alterata funzione del sistema immunitario, con aumento della concentrazione nel sangue di interleukina-6, la riduzione del numero e dell’efficienza dei linfociti Treg e l’aumento dei linfociti T helper 17 siano quelli più rilevanti. Nell’articolo si riportano ulteriori dettagli circa i meccanismi che contribuiscono allo sviluppo di ambedue le condizioni, sulle procedure di diagnosi e sulle soluzioni terapeutiche.

Nelle conclusioni gli autori riassumono tutte le evidenze che legano l’orticaria cronica spontanea alle tiroiditi autoimmuni e auspicano l’esecuzione di studi specifici, per comprendere meglio le basi fisiopatologiche di questa associazione e per trovare soluzioni efficaci per gestirla.       

Tommaso Sacco

Fonte: Chronic urticaria and thyroid pathology; World Allergy Organization Journal 2020; 13:100101