Ormoni tiroidei, vitamina D e rischio cardiovascolare

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Ormoni tiroidei, vitamina D e rischio cardiovascolare

Un gruppo di specialisti italiani ha eseguito una revisione della letteratura relativa alle relazioni esistenti fra ormoni tiroidei, vitamina D e apparato cardiovascolare. I risultati hanno indicato che, nonostante alcune evidenze suggeriscano un ruolo della carenza di vitamina D nei meccanismi che legano le alterazioni degli ormoni tiroidei alle malattie cardiovascolari, ulteriori ricerche dovranno fornire evidenze conclusive.

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Il ruolo degli ormoni della tiroide nella regolazione della funzione dell’apparato cardiovascolare è stato chiarito, sia in termini di effetti diretti che indiretti. Anche piccole modificazioni delle concentrazioni nel sangue degli ormoni della tiroide, come quelle rilevate nelle forme subcliniche di ipertiroidismo e di ipotiroidismo e nella Sindrome da ridotta triiodotironina, possono influire negativamente sull’apparto cardiovascolare. Inoltre, la correzione di tali alterazioni del funzionamento della ghiandola e del metabolismo degli ormoni che essa secerne ha effetti benefici sulla funzione di cuore e vasi e migliora la prognosi delle patologie a carico di tali organi. Anche sulla vitamina D si sono raccolte evidenze indicative di effetti positivi nei confronti di malattie cardiovascolari e metaboliche, attraverso la regolazione delle attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone. Se ne sono raccolte anche sulla relazione fra carenza di vitamina D e sviluppo di malattie autoimmuni della tiroide o di tumori della ghiandola. Infine, si è osservata una relazione tra livelli di vitamina D nel sangue e concentrazioni di autoanticorpi indicativi dell’attività delle patologie autoimmuni. Gli autori hanno ritenuto particolarmente interessanti i dati sperimentali che hanno suggerito un effetto diretto della vitamina D sull’espressione dell’enzima deiodinasi di tipo 2, che controlla la conversione, nei tessuti periferici dell’organismo, della T4 in T3. D’altra parte, secondo Vassalle e colleghi, non sono stati passati in rivista i rapporti funzionali tra ormoni tiroidei, concentrazioni nel sangue della vitamina D e funzioni dell’apparato cardiovascolare, né gli effetti clinici della presenza concomitante di alterazioni dei livelli degli ormoni e della vitamina e di patologie a carico di cuore e vasi. Per questo motivo hanno eseguito una revisione della letteratura nella quale hanno analizzato le pubblicazioni che si sono occupate di questi aspetti. Sulla base delle molte informazioni riportate nell’articolo, gli autori hanno ritenuto che, ad oggi, non ci siano evidenze a supporto di uno screening della carenza della vitamina D in tutti i soggetti con malattie della tiroide e con patologie cardiovascolari. Hanno anche suggerito l’esecuzione di studi futuri nei quali si valuti la fluttuazione stagionale delle concentrazioni di vitamina D, confrontandola con la comparsa e con l’andamento di varie malattie, comprese quelle dell’apparato cardiovascolare.                             

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che varie evidenze hanno confermato un ruolo della vitamina D nei meccanismi che mettono in relazione le alterazioni dei livelli degli ormoni tiroidei con lo sviluppo e con l’andamento delle malattie cardiovascolari e metaboliche, ma che i dati disponibili andranno confermati da studi clinici specifici.

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