L’orbitopatia della malattia di Graves pediatrica nelle Linee Guida

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L’orbitopatia della malattia di Graves pediatrica nelle Linee Guida

Il presente aggiornamento riassume le indicazioni sull’orbitopatia riportate nelle Linee Guida sulla malattia di Graves pediatrica dell’Associazione Europea della Tiroide.

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L’orbitopatia di Graves pediatrica è provocata da meccanismi autoimmunitari diretti contro il recettore del TSH. I bambini con ipertiroidismo provocato dalla malattia di Graves e con l’orbitopatia hanno concentrazioni più elevate di anticorpi rivolti contro il recettore del TSH, rispetto a quelli che non hanno l’orbitopatia. Inoltre, durante il trattamento con i farmaci antitiroidei, nei soggetti pediatrici con orbitopatia i livelli di tali anticorpi si riducono meno. La fisiopatologia dell’orbitopatia di Graves è la stessa nei bambini e negli adulti e simile è anche la sua frequenza, che varia dal 27 al 63%. Inoltre, in percentuali variabili dal 19 al 69%, altri membri della stessa famiglia hanno un’alterazione della funzione della tiroide. Anche il rapporto di frequenza tra maschi e femmine varia da 3.3/1 a 7.1/1. Il tempo che passa tra la diagnosi della disfunzione della ghiandola e la comparsa dell’orbitopatia è di solito di 6 mesi. Come negli adulti, fattori che aumentano il rischio di sviluppo di questa alterazione sono: il fumo (rapporto di probabilità 7.098), il livello delle concentrazioni nel sangue di anticorpi anti-recettori del TSH (rapporto di probabilità 6.358), lo stress (rapporto di probabilità 6.030) e le concentrazioni elevate di FT4 alla diagnosi (rapporto di probabilità 5.963). I segni e i sintomi dell’orbitopatia di Graves sono: retrazione delle palpebre (mediana della frequenza 72%; intervallo 23-91%) ed esoftalmo (mediana della frequenza 53%; intervallo 4-92%). Ambedue queste alterazioni, che sono le più frequenti nei bambini che presentano l’orbitopatia di Graves, si individuano meglio facendo riferimento a fotografie scattate prima della sua comparsa. Meno frequente è l’infiammazione dei tessuti molli dell’orbita (mediana della frequenza 22%; intervallo 1-59%). Altri difetti dell’orbitopatia rilevati negli adulti, come la difficoltà di muovere gli occhi, sono rari o non rilevati nella casistica pediatrica, quindi nella maggior parte dei soggetti questa alterazione ha un andamento lieve. In termini di trattamento, nella maggioranza dei casi clinici pubblicati e negli studi si è riportato un approccio conservativo, quindi cure mediche e non chirurgiche, proprio per l’andamento lieve della malattia. Una possibile soluzione per i casi in cui l’orbitopatia impedisce la chiusura completa delle palpebre, provocando la secchezza della cornea e della congiuntiva, è la somministrazione delle lacrime artificiali. Nei casi rari di forme moderate o gravi di orbitopatia di Graves pediatrica si possono impiegare antiinfiammatori come, ad esempio, i corticosteroidi. L’integrazione nutrizionale con selenio può prevenire ulteriori alterazioni in età adulta e può essere adottata nei soggetti in età pediatrica che risiedano in aree dove è ridotto l’introito di selenio. Con la normalizzazione della funzione della tiroide si registra abitualmente anche la risoluzione dell’orbitopatia e in pochi casi è richiesta una terapia chirurgica.

L’orbitopatia di Graves in bambini e in adolescenti è rara e in generale ha un andamento meno grave che negli adulti. È importante la sua diagnosi precoce, per adeguare la cura della malattia di Graves, che di solito risolve anche l’orbitopatia.        

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