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Cosa c’è di nuovo sul cancro della tiroide?

Notizia |time pubblicato il
Cosa c’è di nuovo sul cancro della tiroide?

La rivista Cancers (Cancri) ha dedicato un numero speciale al cancro della tiroide. Tre specialisti italiani, in un editoriale, hanno riassunto i contenuti degli articoli inclusi nella pubblicazione.

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Il primo argomento richiamato da Puxeddu è stato quello della frequenza della malattia. L’incidenza del cancro della tiroide è aumentata molto negli ultimi quarant’anni, in parte per un effettivo incremento della frequenza e in parte per una maggiore efficienza degli strumenti di diagnosi che hanno permesso di individuare noduli di piccole dimensioni (diametro inferiore a 2 cm) con l’ecografia. A fronte dell’aumento di incidenza, c’è l’elevata percentuale, superiore all’85%, di persone guarite da questa neoplasia dopo un primo trattamento e un rischio di decesso sempre basso. Per confermare e migliorare gli esiti di questa malattia è necessario avere riferimenti precisi per distinguere i noduli maligni da quelli che gli autori definiscono “indolenti”. La biologia molecolare può essere di grande aiuto in quest’ambito e ha permesso di recente di individuare nuove sottocategorie del tumore. Nell’editoriale si segnala che cinque articoli del numero speciale di Cancers sono dedicati alla genetica e alla genomica della neoplasia e altri due spiegano metodiche impiegate nello studio del cancro della tiroide. Interessante l’articolo che ha proposto criteri relativi alle dimensioni del nodulo e alla sua localizzazione per indirizzare la diagnosi di malignità e decidere la cura più efficace. Un altro articolo ha riassunto le caratteristiche principali del tumore sulla base delle quali prestigiose Linee Guida formulano indirizzi di prognosi. Nel numero speciale di Cancers si parla anche di radioterapia e, in particolare, dell’ottimizzazione dei controlli successivi al trattamento. Tre articoli trattano della cura del cancro della tiroide. In particolare, riportano i risultati a lungo termine dell’intervento chirurgico consistente nell’asportazione di una metà della ghiandola, con l’obiettivo di individuare fattori di prognosi e differenze rispetto all’approccio che prevede l’asportazione totale della ghiandola. Confrontando emitiroidectomia e tiroidectomia totale, non si sono rilevate differenze significative nella frequenza di persistenza e di recidiva del cancro, nel rischio di decesso complessivo e nello stato della malattia all’ultimo controllo effettuato. Altri articoli si sono occupati della prognosi e cinque hanno riguardato il carcinoma tiroideo anaplastico.

Per una neoplasia che richiede una grande precisione diagnostica per individuare le poche lesioni maligne, rispetto al grande numero di noduli individuati, è importante che gli specialisti dispongano di pubblicazioni come questa che riassumono tutti gli aspetti rilevanti della malattia e forniscono indicazioni sulla sua gestione nella pratica clinica.              

Tommaso Sacco

Fonte: What Is New in Thyroid Cancer: The Special Issue of the Journal Cancers; Cancers 2020, 12, 3036