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Noduli e terapia dopo la tiroidectomia

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Noduli e terapia dopo la tiroidectomia

L’Associazione Americana della Tiroide (in inglese American Thyroid Association: ATA) ha pubblicato l’edizione 2016 della Linee Guida sull’ipertiroidismo. Questo aggiornamento è dedicato alla gestione dei noduli associati alla Malattia di Graves e ai trattamenti successivi alla tiroidectomia.

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Le Linee Guida raccomandano che, se un nodulo della tiroide viene individuato in una persona con Malattia di Graves, esso deve essere valutato e gestito applicando le stesse indicazioni formulate per i noduli presenti in soggetti senza ipertiroidismo e Malattia di Graves. Si specifica, inoltre, che il cancro della tiroide, nelle persone con Malattia di Graves, ha una frequenza uguale o inferiore al 2%, quindi abbastanza ridotta. I noduli della tiroide con un diametro maggiore o uguale a 1-1.5 cm dovrebbero essere valutati approfonditamente, prima di somministrare trattamenti con radioiodio. Se, in occasione di tali approfondimenti, con la scintigrafia si individua un nodulo che assorbe poco o non assorbe affatto lo iodio, si dovrebbe eseguire una biopsia, perché è possibile che si tratti di un tumore. Nel caso in cui si confermi che è una neoplasia, si raccomanda l’asportazione con intervento chirurgico, dopo che si è normalizzata la funzione della tiroide con apposite cure. Le Linee Guida raccomandano l’asportazione del nodulo anche se il risultato della biopsia è soltanto dubbio. Le ricerche hanno dimostrato che, in presenza di tumori di dimensioni inferiori o uguali a 1 cm associati alla Malattia di Graves, l’asportazione con intervento chirurgico garantisce una sopravvivenza, a 20 anni, nel 99% dei casi. Al momento non è raccomandata l’esecuzione dell’ecografia in tutti i soggetti con Malattia di Graves, nonostante tale esame individui più noduli e cancri della palpazione e della scintigrafia, perché la maggior parte dei tumori rilevati è di un tipo che ha un’evoluzione relativamente benigna.

Per quanto riguarda le cure da somministrare nelle persone alle quali viene asportata la tiroide con intervento chirurgico per la Malattia di Graves, le Linee Guida raccomandano la somministrazione di levotiroxina in una dose proporzionata la peso: 1.6 mcg/kg di peso. Nelle persone anziane a volte la dose deve essere più bassa. In tutti i casi va eseguito un dosaggio del TSH, dopo 6-8 settimane dall’intervento, per verificare che la dose di levotiroxina sia adeguata. Sempre riguardo alla gestione dopo la tiroidectomia, insieme al TSH si dovrebbe dosare l’FT4, dopo 6-8 settimane dall’intervento, nel caso in cui prima della tiroidectomia il TSH fosse soppresso, cioè con un valore di 0. La dose di levotiroxina necessaria è influenzata dall’Indice di Massa Corporea e da quanto il prodotto è assorbito nell’intestino. Una volta che il TSH è stato stabilizzato entro valori normali, va controllato una volta all’anno o più spesso, se il quadro clinico lo richiede.

Tommaso Sacco

Fonte: American Thyroid Association Guidelines for Diagnosis and Management of Hyperthyroidism and other causes of Thyrotoxicosis; Thyroid, 2016.