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L’ipotiroidismo negli anziani

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L’ipotiroidismo negli anziani

L’ipotiroidismo è frequente negli anziani, soprattutto nelle donne, nella forma subclinica. Secondo uno studio eseguito negli Stati Uniti, negli anziani l’ipotiroidismo subclinico dovrebbe richiedere una valutazione e una gestione diversa rispetto a quella attuata nei soggetti più giovani.

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L’ipotiroidismo subclinico è una forma di ipotiroidismo con sintomi vaghi e sfumati, nonostante i valori degli ormoni tiroidei siano alterati: si riscontrano infatti alti livelli di TSH e livelli di FT3 e FT4 normali o basi. La prevalenza dell’ipotiroidismo subclinico varia dal 3 al 8% della popolazione generale, ma aumenta negli anziani. Non è tuttavia chiaro se la maggiore frequenza sia reale, ossia dipenda da un danno vero e proprio, o sia piuttosto la conseguenza di una progressiva diminuzione dell’attività della tiroide dovuta all’età avanzata.

L’identificazione di chi soffre di ipotiroidismo subclinico è importante per impostareuna cura adatta. Nel loro articolo, Hennessey e colleghi sottolineano che, ad esempio, gli esami eseguiti per individuare l’ipotiroidismo, hanno valori normali della concentrazione di TSH nel sangue che non tengono conto dell’età del soggetto, mentre forse per le persone dai 65 anni in su si dovrebbero usare limiti diversi. Se si applicassero valori normali proporzionati all’età, probabilmente rientrerebbero nella norma casi che oggi sono considerati di ipotiroidismo subclinico.

Se si debba o no somministrare una cura ai soggetti con ipotiroidismo subclinico è oggetto di dibattito. Anche negli anziani, la levotiroxina è il farmaco impiegato abitualmente: grazie a a terapia è possibile compensare la carenza di secrezione degli ormoni della tiroide, evitando i danni e le alterazioni delle funzioni dei vari organi e tessuti dell’organismo che ne conseguirebbero. È però importante che siano attentamente identificati i soggetti che hanno realmente bisogno di questa cura. Oltre ai valori di TSH elevati (superiori a 10 mIU/L), nell’anziano è necessario tener conto della possibile presenza di altre malattie, come quelle del cuore e dei vasi sanguigni, o e del rischio che tali patologie si sviluppino. Inoltre non si può escludere che l’ipotiroidismo subclinico possa evolvere in ipotiroidismo “conclamato” cioè con segni e sintomi evidenti.

Il trattamento permette, inoltre, di diminuire il rischio di ripercussioni negative dell’ipotiroidismo sul cuore e può migliorare lo stato generale di benessere. È comunque bene seguire attentamente, tramite opportuni controlli, la persona sottoposta al trattamento, per individuare la dose giusta di levotiroxina di cui necessita.

Viste le particolarità di questi soggetti, gli autori dell’articolo raccomandano che vengano realizzati ulteriori studi in questa fascia della popolazione.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Diagnosis and Management of Subclinical Hypothyroidism in Elderly Adults: A Review of the Literature; Journal of the American Geriatrics Society 2015;63:1663-73.