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Ipotiroidismo subclinico in pediatria

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Ipotiroidismo subclinico in pediatria

Un gruppo di esperti italiani ha passato in rivista gli aspetti più importanti dell’ipotiroidismo lieve, definito anche ipotiroidismo subclinico, in pediatria. È una condizione che merita attenzione e richiede una gestione personalizzata.

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L’ipotiroidismo subclinico si definisce, da un punto di vista delle alterazioni degli esami di laboratorio, con la presenza di concentrazioni di TSH nel sangue superiori al limite massimo della norma alle quali corrispondo livelli normali di T4 e FT4. Nei neonati l’ipotiroidismo subclinico comporta livelli di TSH compresi fra 6 e 20 mIU/litro con FT4 normale. Negli anni successivi la stessa condizione viene classificata come ipotiroidismo subclinico lieve se la concentrazione di TSH è compresa fra 4.5 e 10 mIU/litro e grave se il TSH supera il valore di mIU/litro. Vigone e colleghi ricordano che, data l’ampia variabilità dei valori di TSH anche nel singolo individuo e considerati gli esiti diversi dei vari metodi di analisi, è sempre bene che la diagnosi si basi su due diversi dosaggi del TSH, che ottengano valori al di sopra dei limiti della norma. Un altro aspetto che rende difficile la gestione dell’ipotiroidismo subclinico nei soggetti pediatrici è relativo alle cause e all’evoluzione nel tempo, che sono molto diverse rispetto alla stessa condizione degli adulti. Inoltre se in questi ultimi una ridotta funzione della tiroide provoca sintomi di varia gravità, nei bambini e nei ragazzi si possono verificare alterazioni dell’accrescimento e dello sviluppo del sistema nervoso. Se non tutte le evidenze disponibili confermano questo rischio, sono state documentate anomalie dell’apparato cardiovascolare attribuibili alla presenza di ipotiroidismo subclinico. Mentre le Linee Guida dell’Associazione Americana della Tiroide (American Thyroid Association: ATA) e dell’Associazione Europea della Tiroide (European Thyroid Association: ETA) forniscono indicazioni precise circa la terapia con levotiroxina negli adulti con ipotiroidismo subclinico, il trattamento della forma pediatrica di questa condizione è tuttora dibattuto. Prima di impostare la cura è necessario studiare il singolo caso valutando la presenza di anticorpi anti-tiroide e visualizzando la ghiandola con un esame ecografico. Altre indagini potranno essere eseguite sulla base dei riscontri dell’anamnesi e dell’esame obiettivo. Una volta raccolti dati e informazioni necessari si prescriverà una cura con levotiroxina soprattutto se l’ipotiroidismo subclinico è grave o se è lieve, ma è accompagnato da gozzo o da segni e sintomi da ipotiroidismo. Nei casi che si decidesse di non trattare è opportuno verificare la funzione tiroidea almeno ogni sei mesi, misurando le concentrazioni nel sangue di FT4 e TSH. Ulteriori soluzioni riguardano soggetti con particolari caratteristiche, ad esempio, nei bambini sovrappeso o obesi è necessario raccomandare modificazioni delle abitudini di vita e, in quelli che vivono in aree a rischio di carenza di iodio, va prescritta una supplementazione con questo elemento nutrizionale.

Nelle conclusioni gli autori ribadiscono che i soggetti che presentano un ipotiroidismo subclinico da bambini devono essere controllati periodicamente nelle fasi di vita successive, sia che la condizione dalla quale erano affetti sia stata curata e si sia risolta, sia che si sia scelto di non somministrare una cura e di attendere l’evoluzione del quadro.

Tommaso Sacco

Fonte: Mild Hypothyroidism in Childhood: Who, When, and How Should Be Treated? Journal of the Endocrine Society, Soc. 2018; 2(9): 1024-1039.