Ipotiroidismo subclinico e Sindrome dell’ovaio policistico

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Ipotiroidismo subclinico e Sindrome dell’ovaio policistico

Uno studio ha valutato l’associazione fra ipotiroidismo subclinico e Sindrome dell’ovaio policistico. I risultati hanno indicato che l’alterazione subclinica della funzione della tiroide ha relazioni con i parametri relativi al metabolismo, della Sindrome dell’ovaio policistico, ma non con quelli ormonali.

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La Sindrome dell’ovaio policistico è una delle malattie endocrinologiche più frequenti, con prevalenze variabili tra il 3 il 15% nelle donne in età fertile. La variabilità della sua frequenza dipende dalla popolazione valutata e dai criteri applicati per formulare la diagnosi. Quelli più diffusi sono i criteri di Rotterdam e stabiliscono che la diagnosi si basa sulla presenza di almeno due dei tre seguenti segni o sintomi: presenza di numerose cisti negli ovai, aumento della concentrazione degli ormoni androgeni nel sangue e alterazioni dell’ovulazione. Per confermare la diagnosi è necessario escludere altre cause all’origine degli ultimi due sintomi. La causa precisa della Sindrome dell’ovaio policistico non è stata definita, ma le evidenze disponibili suggerirebbero che il suo sviluppo dipenda da combinazioni di fattori genetici, metabolici, immunitari e ambientali. Ricerche recenti hanno rilevato un’aumentata incidenza di malattie della tiroide, compresi ipotiroidismo subclinico e tiroiditi autoimmuni, nelle donne con Sindrome dell’ovaio policistico, ipotizzando la condivisione di meccanismi fisiopatologici tra la Sindrome e le patologie della tiroide. Gawron e colleghi hanno eseguito uno studio per comprendere se l’ipotiroidismo subclinico, associato o meno alla presenza di anticorpi anti-tiroide, avesse un effetto sul quadro clinico della Sindrome dell’ovaio policistico e alterasse i parametri relativi al metabolismo o alla funzione endocrina. Sono state valutate 367 donne con Sindrome dell’ovaio policistico, delle quali 114 (31.1%) avevano anche un ipotiroidismo subclinico e 16 (4.4%) una tiroidite autoimmune. Di tutte le variabili studiate, quelle che hanno mostrato una relazione con l’ipotiroidismo subclinico sono state l’insulino-resistenza e l’alterazione delle concentrazioni di grassi nel sangue. In particolare, si è osservato che l’ipotiroidismo subclinico è stato un fattore di rischio indipendente per l’insulino-resistenza. Inoltre, quando oltre l’ipotiroidismo subclinico si è rilevata anche la presenza di anticorpi anti-tiroide, non c’è stato un peggioramento delle alterazioni metaboliche. In dettaglio, non si sono osservate associazioni significative tra i diversi quadri ormonali della Sindrome dell’ovaio policistico e l’ipotiroidismo subclinico o la presenza di anticorpi anti-tiroide nel sangue. Infine, fra le donne che avevano l’ipotiroidismo subclinico associato alla Sindrome dell’ovaio policistico e quelle che avevano solo quest’ultima malattia, non si sono individuate differenze significative riguardo ai parametri ormonali e ai punteggi di una scala denominata Ferriman-Gallwey, che serve a valutare l’irsutismo nelle donne.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che, nelle donne con Sindrome dell’ovaio policistico, la presenza anche di ipotiroidismo subclinico contribuisce ad alterare le variabili relative al metabolismo, ma non quelle ormonali. La presenza degli anticorpi anti-tiroide non ha un impatto significativo.                

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