Ipotiroidismo nel maschio: una disfunzione che può sfuggire alla diagnosi

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Ipotiroidismo nel maschio: una disfunzione che può sfuggire alla diagnosi

Nell’intervista Massimo Tonacchera, Professore Associato di Endocrinologia dell’Università di Pisa, spiega a quali sintomi bisogna prestare attenzione per individuare l’ipotiroidismo nel maschio, un quadro che spesso sfugge alla diagnosi.

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Come nella femmina, anche nel maschio l’ipotiroidismo può essere clinicamente manifesto o subclinico.  L’aspetto sul quale Massimo Tonacchera pone l’accento è che, anche nella forma con segni e sintomi evidenti, la ridotta funzione della tiroide del maschio può sfuggire alla diagnosi. Infatti, le manifestazioni cliniche sono generiche e non fanno pensare necessariamente a malattie della tiroide. Sintomi come una profonda stanchezza o una riduzione della forza muscolare, come problemi di erezione o diminuzione della libido, non sempre vengono associati all’ipotiroidismo e così il malato rischia di andare avanti per,mesi o anni senza ricevere una diagnosi corretta e una cura efficace. A rendere ancora più difficile l’individuazione del problema è il fatto che questa disfunzione della tiroide è spesso dovuta a tiroiditi autoimmuni, che nei soggetti di sesso maschile diventano frequenti dai 60 anni in poi, quando si presentano anche altre patologie che provocano gli stessi sintomi. Per questo, l’intervistato consiglia di inserire i controlli della funzione della tiroide fra le verifiche da eseguire periodicamente, in base allo stato generale di salute, nei maschi dai 60 anni in sù. La diagnosi precoce dell’ipotiroidismo permette, infatti, la correzione tempestiva della carenza degli ormoni tiroidei e ciò evita che peggiori il profilo di rischio cardiovascolare.

L’ipotiroidismo nel maschio è sì meno frequente che nella femmina e tende a presentarsi in età più avanzata, ma non deve essere sottovalutato perché, oltre a provocare sintomi penalizzanti, peggiora il profilo di rischio cardiovascolare.

Video: Marco Marcotulli

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