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Ipoparatiroidismo come conseguenza della tiroidectomia: frequenza e prevenzione

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Ipoparatiroidismo come conseguenza della tiroidectomia: frequenza e prevenzione

Due articoli comparsi nel maggio 2020 hanno trattato l’argomento dell’ipoparatiroidismo che si può manifestare dopo la rimozione della tiroide. In uno si è riportata la frequenza del problema, in un altro l’efficacia di un approccio mirato a prevenirlo.

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Jørgensen e colleghi hanno eseguito uno studio retrospettivo, analizzando le cartelle di malati sottoposti a tiroidectomia totale per malattia benigna della tiroide, presso un Ospedale Universitario danese. L’ipoparatiroidismo, vale a dire una carente funzione delle paratiroidi, è la complicanza più frequente della tiroidectomia totale e i valori di frequenza riportati di recente in letteratura sono stati superiori a quelli pubblicati in passato. Per contribuire a chiarire la dimensione del problema, gli esperti danesi hanno raccolto i dati di 187 soggetti operati fra il 2013 e il 2018. L’ipoparatiroidismo è stato definito in base alla presenza delle concentrazioni di calcio e di paratormone nel sangue. La frequenza di ipoparatiroidismo transitorio è stata del 43.3% e quella della carenza cronica delle funzioni delle paratiroidi è stata del 13.4%. Giovane età e tireotossicosi come causa dell’intervento chirurgico sono stati fattori associati allo sviluppo dei due tipi di ipoparatiroidismo. Lo stesso si è presentato nelle persone con malattia di Graves nel 70.5 e nel 27.3% dei casi. I quadri di ipoparatiroidismo transitorio si sono risolti nei primi mesi dopo l’intervento nel 48.2% dei soggetti. Gli autori hanno concluso che anche i risultati del loro studio hanno confermato una frequenza di ipoparatiroidismo cronico dopo tiroidectomia totale più elevata di quella degli studi pubblicati in precedenza, ma comunque contenuta, di poco superiore al 10%. Fra le cause della discordanza fra i risultati delle ricerche vecchie e nuove ci potrebbero essere il diverso modo di definire l’ipoparatiroidismo e la diversa durata del periodo di controllo.

Un’altra ricerca ha valutato l’efficacia di un approccio da applicare durante l’intervento chirurgico, mirato a prevenire il successivo sviluppo dell’ipoparatiroidismo. Si tratta di una tecnica che usa la colorazione con una sostanza chiamata verde di indocianina e di una luce infrarossa a fluorescenza che serve a evidenziarla. L’obiettivo è stato quello di rendere più evidenti le paratiroidi, per evitare di danneggiarle. Sono stati arruolati soggetti da sottoporre a tiroidectomia totale, da parte di uno stesso gruppo chirurgico, dal dicembre 2018 all’aprile 2019. Nel corso della tiroidectomia, è stato eseguito un esame radiologico dei vasi sanguigni dopo infusione di 5 mg di verde di indocianina. Due minuti dopo, sono state acquisite delle immagini con il sistema a luce infrarossa. Il giorno successivo all’intervento sono state misurate le concentrazioni nel sangue di paratormone e di calcio. Un totale di 60 malati è stato arruolato nella ricerca. La frequenza di ipoparatiroidismo temporaneo successivo alla tiroidectomia, definito come concentrazioni di paratormone inferiori a 14 pg/ml, è stata dell’11.66%. Non si sono rilevate associazioni fra il punteggio di colorazione con verde di indocianina e i livelli di paratormone o di calcio nel sangue. Anche fra la localizzazione delle paratiroidi mediante colorazione e le concentrazioni di paratormone o di calcio non è stata individuata alcuna relazione. La localizzazione delle ghiandole paratiroidi con il verde di indocianina è avvenuta nel 98.3% dei casi e non è stata influenzata da età, sesso, durata dell’intervento o patologia della tiroide che lo ha richiesto. Infine, la somministrazione di verde di indocianina non ha provocato reazioni allergiche o danni alle paratiroidi. Gli autori hanno concluso che la colorazione delle paratiroidi con verde di indocianina, pur non correlandosi con livelli di calcio e di paratormone post-intervento, contribuisce a localizzare le paratiroidi durante l’intervento riducendo il rischio di danneggiarle.

I due studi forniscono importanti indicazioni circa l’ipoparatiroidismo successivo a tiroidectomia totale: la prima è che il rischio che tale problema si verifichi è più elevato di quanto si ritenesse in passato, ma comunque contenuto, la seconda è che, oltre all’esperienza specifica e all’abilità del chirurgo, alcune tecniche possono contribuire a prevenire il problema.

Tommaso Sacco

Fonti