Ipertiroidismo, malattie cardiovascolari e rischio di decesso

Notizia |
Fact checked
Ipertiroidismo, malattie cardiovascolari e rischio di decesso

Un gruppo internazionale di esperti ha valutato la frequenza delle malattie cardiovascolari e dei decessi provocati da tali patologie nelle persone affette da ipertiroidismo. I risultati sono stati, per certi versi, contrastanti e hanno suggerito che le conseguenze dell’ipertiroidismo sulla funzione cardiovascolare potrebbero avere anche effetti protettivi.

Potrebbe interessarti anche…

Hussein e colleghi sono partiti dalla considerazione che si dispone di informazioni limitate circa gli effetti dell’ipertiroidismo sull’andamento di malattie cardiovascolari come: infarto del miocardio, ischemie cerebrali ed emorragie cerebrali. Alcune ricerche hanno indicato l’ipertiroidismo come fattore di rischio per lo sviluppo di infarto del miocardio e di ischemia cerebrale. D’altra parte, le malattie cardiovascolari sono la causa di decesso più frequente negli Stati Uniti e, quindi, è importante sapere se un’aumentata funzione della tiroide influenzi negativamente la comparsa e l’evoluzione di quelle patologie. Gli autori hanno analizzato i dati raccolti nell’archivio denominato National Readmission (traducibile in archivio nazionale dei secondi ricoveri) tra il 2010 e il 2017. In tale archivio sono stati identificati i soggetti con una nuova diagnosi di infarto del miocardio, di ischemia cerebrale o di emorragia cerebrale. Con un metodo statistico denominato regressione logistica binaria sono stati analizzati i fattori che possono aver determinato decesso, ricovero prolungato ed elevati costi ospedalieri. È stato rivisto un totale di 278.609.748 cartelle ospedaliere, delle quali 15.685.461, equivalenti a una frequenza di circa 4.5 su 1000, erano di persone con ipertiroidismo, ricoverate per eventi cardiovascolari. Si è osservato che, nelle persone con ischemia cerebrale (rapporto di probabilità 0.72; intervallo di confidenza al 95% 0.67-0.77; p<0.001) e in quelle con infarto del miocardio (rapporto di probabilità 0.81; intervallo di confidenza al 95% 0.78-0.84; p<0.001), che avevano anche tireotossicosi, la frequenza di decesso era più bassa di quella osservata nei soggetti che avevano avuto gli stessi eventi cardiovascolari, ma avevano una normale funzione della tiroide. L’ipertiroidismo con tireotossicosi si è associato a una maggiore probabilità di prolungamento del ricovero, sia dei soggetti con infarto del miocardio (rapporto di probabilità 0.35; intervallo di confidenza al 95% 1.32-1.38; p<0.001), che di quelli con emorragia cerebrale (rapporto di probabilità 1.33; intervallo di confidenza al 95% 1.25 -1.40; p<0.001) e con ischemia cerebrale (rapporto di probabilità 1.38; intervallo di confidenza al 95% 1.35-1.41; p<0.001). Aumenti si sono rilevati anche nella spesa per l’assistenza delle persone con ischemia cerebrale (rapporto di probabilità 1.31; intervallo di confidenza al 95% 1.28-1.34; p<0.001) e con emorragia cerebrale (rapporto di probabilità 1.18; intervallo di confidenza al 95% 1.12-1.24; p<0.001). In sintesi, le persone con tireotossicosi che hanno presentato un infarto del miocardio o un’emorragia cerebrale, hanno avuto un rischio di decesso più basso e una durata di ricovero maggiore, rispetto a chi aveva una funzione tiroidea normale e aveva presentato gli stessi problemi cardiovascolari. Inoltre, i malati con ischemia o con emorragia cerebrali e tireotossicosi hanno richiesto costi di degenza ospedaliera più elevati.

Sulla base degli esiti della loro ricerca, Hussein e colleghi hanno ipotizzato che lo stato di iper-funzione dell’apparato cardiovascolare, che consegue all’ipertiroidismo, potrebbe avere un effetto protettivo nei confronti delle conseguenze degli eventi cardiovascolari acuti.           

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.