Frequenza di ipertiroidismo nei figli di madri con malattia di Graves

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Frequenza di ipertiroidismo nei figli di madri con malattia di Graves

Uno studio ha valutato la frequenza di ipertiroidismo nei neonati figli di madri con malattia di Graves. I risultati hanno suggerito che la frequenza non è elevata, ma un’accurata gestione della gravidanza e attenti controlli nei neonati sono comunque importanti per identificare i soggetti a rischio e per seguirli al meglio.

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Le frequenze di ipertiroidismo nei neonati figli di madri che hanno una malattia di Graves variano, negli articoli pubblicati sull’argomento, dallo 0.1 al 2.7%. Il rischio che il neonato  abbia un’aumentata funzione della tiroide si associa a una malattia di Graves attiva della madre, dopo il trattamento con radioiodio, somministrazione di farmaci antitiroidei o tiroidectomia, o alla nascita di un precedente figlio con ipertiroidismo. Maximiano e colleghi hanno eseguito uno studio osservazionale, che ha valutato come erano stati seguiti, presso una struttura sanitaria di terzo livello, i neonati figli di madri con malattia di Graves, prima dell’applicazione di un protocollo di gestione standardizzata. Si è trattato di uno studio retrospettivo, basato sui dati e sulle informazioni raccolti nelle cartelle cliniche di madri con diagnosi di malattia di Graves e dei loro figli, tra il gennaio del 2013 e il maggio del 2018. I neonati sono stati divisi in due gruppi, quelli ad alto e quelli a basso rischio di ipertiroidismo neonatale, a seconda dei livelli di anticorpi anti-recettori del TSH, delle cure ricevute dalla madre nel terzo trimestre e della presenza o dell’assenza di ipertiroidismo fetale. Sono stati identificati 31 neonati, per il 58% di sesso femminile e per l’80% ad alto rischio. In nessuno di essi era stato raccolto il sangue ombelicale. Nel gruppo ad alto rischio, il 22% dei soggetti era stato sottoposto a una valutazione della funzione tiroidea alla nascita, uno aveva ipertiroidismo e l’82% era sintomatico. Considerando i casi con un campione di sangue insufficiente per l’analisi, si sarebbero risparmiate 9 consultazioni mediche. Gli autori hanno rilevato un ritardo significativo nell’ottenere i risultati degli esami di laboratorio dei soggetti ad alto rischio che, se ricevuti in tempo, avrebbero evitato 10 visite di controllo. Si è rilevata una relazione positiva tra età al momento della dimissione e numero di visite di controllo e concentrazione nel sangue materno di anticorpi anti-recettore del TSH. Sulla base dei risultati raccolti, è stato stilato un protocollo per standardizzare la gestione multidisciplinare di questi casi.   

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che un’attenta gestione delle madri con malattia di Graves durante la gravidanza e dei figli subito dopo la nascita permette di identificare precocemente i figli a rischio e di ottimizzare la loro gestione.              

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