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Interventi chirurgici sulla tiroide: il ruolo delle nuove tecniche

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Interventi chirurgici sulla tiroide: il ruolo delle nuove tecniche

Un gruppo di chirurghi italiani ha pubblicato di recente un articolo che riporta la loro esperienza nell’applicazione di una delle tecniche più moderne di intervento chirurgico sulla tiroide. Le conclusioni del lavoro sottolineano l’efficacia di tale approccio nella cura dei tumori della tiroide a basso e medio rischio.

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La localizzazione della tiroide nel collo e l’evidenza che assumono eventuali cicatrici dovute a interventi chirurgici tradizionali su questo organo hanno stimolato, negli ultimi decenni, la messa a punto di tecniche definite “minimamente invasive” in quanto comportano procedure che permettono di lasciare segni meno evidenti dell’avvenuto intervento. Queste tecniche si definiscono in inglese Minimally Invasive Open Thyroidectomy (MIT), traducibile in: Tiroidectomia Aperta Minimamente Invasiva, e Minimally Invasive Video-Assisted Thyroidectomy (MIVAT), traducibile in Tiroidectomia Minimamente Invasiva Video-Assistita. La MIT è simile a un intervento tradizionale, ma prevede un taglio molto più piccolo, abitualmente di meno di 6 cm. La MIVAT comporta un’incisione di massimo 3 cm e l’esecuzione dei successivi passaggi, necessari per l’asportazione della tiroide, avviene mediante la visione dell’area da operare su uno schermo. Tale immagine è raccolta da un endoscopio inserito nell’incisione. Sia la MIT che la MIVAT sono impiegate per rimozioni parziali o totali della tiroide.

Miccoli e colleghi hanno eseguito, fra il 1988 e il 2014, 2412 MIVAT che, nel 34.3% dei casi avevano l’obiettivo di rimuovere tumori maligni. In 1788 MIVAT (74.1%) si è proceduto a una rimozione totale della tiroide e in 564 (23.4%) all’asportazione di una metà dell’organo. La durata media della procedura è stata di 41±14 minuti. Di 528 soggetti sottoposti a MIVAT per carcinoma papillare a basso o medio rischio, l’85% è risultato guarito rispetto all’80% di malati che, per lo stesso problema erano stati sottoposti a intervento chirurgico tradizionale.

Gli autori, nelle conclusioni, affermano che, sulla base della lunga esperienza acquisita e dell’ampio numero di procedure eseguite, la MIVAT ha confermato di essere una tecnica sicura che, nei tumori a basso e medio rischio ha una percentuale di successo simile a quella dell’intervento chirurgico tradizionale, sempre che i criteri sulla base dei quali la procedura viene decisa siano corretti. Quest’ultima precisazione è molto importante perché significa che, nonostante gli evidenti vantaggi che può avere una tecnica poco invasiva come la MIVAT, essa non va applicata se le caratteristiche e la diffusione del tumore mettono in dubbio la possibilità che esso venga eliminato completamente.

Tommaso Sacco

Fonte: Minimally invasive video-assisted thyroidectomy: reflections after more than 2400 cases performed; Surgical Endoscopy, 2015 Sep 3.

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