Interferenti endocrini e funzione della tiroide

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Interferenti endocrini e funzione della tiroide

Un gruppo di esperti italiani ha eseguito una revisione della letteratura sugli effetti degli interferenti endocrini sulla tiroide. Le evidenze raccolte da numerosi studi hanno individuato diverse sostanze che alterano la funzione della ghiandola.

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Negli ultimi anni le sostanze chimiche che interferiscono con il sistema endocrino hanno attirato l’attenzione di medici e di ricercatori e tante ricerche hanno valutato i meccanismi attraverso i quali esse sviluppano i loro effetti. Gli studi eseguiti nell’uomo hanno puntato principalmente a definire la relazione fra l’esposizione agli interferenti endocrini e lo sviluppo di disfunzioni. Si è anche osservato che alcune di queste sostanze agiscono direttamente, alterando il meccanismo fisiologico di una determinata ghiandola, altre interferiscono con vari processi metabolici e tali modificazioni, a loro volta, si ripercuotono sul funzionamento del sistema endocrino. Numerose sono anche le cause di esposizione agli interferenti endocrini e vanno dal contatto dovuto all’attività lavorativa alla semplice esposizione all’ambiente. In particolare per quanto riguarda la tiroide, due sostanze, denominate perclorato e tiocianato, hanno dimostrato di alterare la funzione dell’organo inibendo la funzione di strutture che servono a trasportare lo iodio dentro le cellule della tiroide. Limitando tale trasporto, si riduce anche la capacità di produrre gli ormoni tiroidei, dei quali lo iodio è una componente indispensabile. Il perclorato è presente in quantità elevate in fertilizzanti, esplosivi e componenti dell’air-bag, un dispositivo di sicurezza presente nelle automobili. Un’Istituzione statunitense ha eseguito un’indagine che ha indicato la presenza di perclorato, in quel Paese, anche in cibi come latte, verdura, frutta e uova. Il tiocianato è abbondante nel fumo di sigaretta e in una famiglia di piante denominata brassicacee della quale fanno parte cavolo, rapa, cavolfiore, colza, ravanello e rucola. Uno studio ha rilevato che 3.100 soggetti esposti a perclorato, tiocianato e nitrati avevano riduzioni significative della concentrazione nel sangue di tiroxina. Tale alterazione era particolarmente marcata nell’età della pubertà e non ha comportato aumenti del TSH. Altre ricerche hanno individuato le stesse tre sostanze, perclorato, tiocianato e nitrati, in prodotti dell’industria e in molti alimenti e nell’acqua potabile.

Nelle conclusioni, gli autori hanno segnalato che, sulla base delle evidenze raccolte nella letteratura scientifica, gli interferenti endocrini possono indurre alterazioni importanti della funzione tiroidea, fino a determinare un vero e proprio ipotiroidismo. Circa gli approcci disponibili per prevenire o limitare i danni, oltre a quello di abolire il contatto con le fonti di interferenti endocrini, alcuni riscontri suggerirebbero l’utilità della somministrazione di iodio, in particolare alle donne gravide e ai bambini nella fase dello sviluppo puberale.

Tommaso Sacco

Fonte: Endocrine Disrupting Chemicals: Effects on Endocrine Glands; Frontiers in Endocrinology, 2019; 10:178.

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