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Individuata una possibile causa dell’aumento di frequenza di malattie della tiroide nelle donne

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Individuata una possibile causa dell’aumento di frequenza di malattie della tiroide nelle donne

Gli studi epidemiologici indicano chiaramente che nelle donne molte malattie della tiroide sono più frequenti e da sempre si cerca la causa di questo diverso andamento, rispetto agli uomini. Uno studio eseguito negli Stati Uniti propone un meccanismo favorito da sostanze tossiche presenti nell’ambiente.

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Precedenti ricerche hanno indicato che sostanze tossiche presenti nell’ambiente, fra le quali quelle denominate eteri bifenili polibromurati (in inglese Polybrominated Diphenyl Ethers: PBDEs), alterano attività e funzioni degli ormoni della tiroide ed è anche stato osservato che questi problemi sono ancora più importanti nelle donne in menopausa che hanno una ridotta produzione di estrogeni. Infatti i PBDEs, per la loro struttura chimica, possono legarsi agli stessi recettori degli estrogeni e lo fanno in maniera più estesa se la concentrazione di tali ormoni è diminuita. I PBDEs sono usati in molti oggetti e prodotti di uso comune: cuscini, divani, plastiche, tessuti e apparecchiature elettriche ed elettroniche. Essi, infatti, hanno la capacità di limitare e ritardare lo sviluppo e la diffusione delle fiamme e quindi rendono tali oggetti più sicuri. Alcuni PBDEs di riconosciuta tossicità sono stati proibiti in molti paesi del mondo e anche in Europa, ma altri continuano a essere impiegati e comunque gli oggetti che li contengono sono talmente diffusi che chiunque ne può venirne a contatto.

Allen e colleghi hanno impiegato archivi di dati disponibili negli Stati Uniti per cercare eventuali relazioni fra concentrazioni nel sangue di PBDEs e probabilità di sviluppare malattie della tiroide. L’analisi ha riguardato una casistica di soggetti di sesso femminile e ha preso in considerazione vari altri fattori, dall’età al peso, dalle abitudini di vita all’eventuale presenza di menopausa, all’assunzione di farmaci per malattie della tiroide. I risultati hanno dimostrato che, nelle donne che nel sangue avevano le concentrazioni più elevate di PBDEs, aumentava il rischio di presentare malattie della tiroide in percentuali variabili dal 50 all’80%. In particolare nelle donne in menopausa, il rischio di avere tali patologie era molto più elevato.

Gli autori hanno concluso che, nella popolazione femminile che hanno valutato, la presenza nell’organismo di elevate concentrazioni di PBDEs si è associata a un rischio maggiore di malattie della tiroide che, nei soggetti in menopausa, è risultato marcatamente elevato. Essi hanno interpretato questa osservazione come una conferma dell’impatto particolarmente negativo di tali composti sulla funzione della tiroide nelle donne in menopausa.

Studi futuri potranno fornire ulteriori conferme di tali evidenze ma, nel frattempo, c’è da augurarsi che venga accelerata e completata l’abolizione dell’uso di queste sostanze tossiche nella produzione di oggetti di impiego comune.

Tommaso Sacco

Fonte: PBDE flame retardants, thyroid disease, and menopausal status in U.S. women. Environmental Health, 24 May 2016.

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