Impianti odontoiatrici nelle persone con iper e ipotiroidismo

Notizia |
Fact checked
Impianti odontoiatrici nelle persone con iper e ipotiroidismo

Un gruppo di esperti spagnoli ha eseguito una revisione della letteratura per verificare se nelle persone che hanno disfunzioni della tiroide gli impianti odontoiatrici hanno la stessa probabilità di successo rilevata in chi non le ha. I risultati hanno indicato che la presenza di iper o ipotiroidismo non riduce significativamente la probabilità di successo degli impianti.

Potrebbe interessarti anche…

Gli ormoni della tiroide sono determinanti per la maturazione del tessuto osseo nell’età dello sviluppo e, in quella adulta, contribuiscono a mantenere struttura ed efficienza delle ossa sottoposte a un continuo rimaneggiamento. Le alterazioni della funzione della ghiandola costituiscono un fattore di rischio per la comparsa di malattie del tessuto osseo e giocano un ruolo nella fisiopatologia dell’osteoporosi, aumentando la probabilità di fratture. In particolare, per quanto riguarda l’ipertiroidismo, la soppressione della secrezione del TSH che esso comporta ha un effetto negativo sulla massa dell’osso. Alcuni autori hanno riportato che, nelle persone affette da questa disfunzione, si rilevano gli indicatori di un aumentato riassorbimento del tessuto osseo e una modesta riduzione della sua densità minerale. Anche all’ipotiroidismo è stato attribuito l’effetto di modificare il rimaneggiamento dell’osso, riducendo sia il suo riassorbimento, che la sua formazione. La creazione di impianti odontoiatrici, come quelli che permettono la sostituzione di singoli denti o la creazione di protesi più complesse, può prevedere l’inserimento nelle ossa della mandibola e della mascella di perni. Tali interventi hanno una percentuale di successo molto elevata, superiore al 97%, su periodi di osservazione fino a 9 anni. Dati gli effetti negativi delle disfunzioni della tiroide sul metabolismo e sulla struttura dell’osso, è stata ipotizzata una difficoltà nel realizzare impianti odontoiatrici che vengono ancorati a questo tessuto, nelle persone con iper o ipotiroidismo. Torrejon-Moya e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica della letteratura con l’obiettivo di fare un bilancio sulle conoscenze disponibili su questo argomento. Hanno cercato, nei più importanti archivi della letteratura scientifica accessibili in rete, articoli riguardanti la relazione fra malattie della tiroide e impianti odontoiatrici e hanno applicato un metodo standardizzato per classificare le evidenze disponibili. Sono state individuate 22 pubblicazioni, delle quali 11 hanno soddisfatto i criteri di qualità prestabiliti per l’inserimento della revisione della letteratura. Esse riportavano i risultati di altrettante ricerche, delle quali 8 erano studi di coorte, 2 osservazionali e 1 aveva riportato una serie di casi. Nelle 11 ricerche era stata riportata una casistica complessiva di 1111 persone, sottoposte a un totale di 3420 impianti odontoiatrici. L’età media della casistica è stata di 53 anni e, per la parte di essa della quale era noto il sesso, si è potuto stabilire che per il 29.77% si è trattato di maschi e per il 70.22% di femmine. Nelle persone con disfunzioni della tiroide la frequenza di successo degli impianti odontoiatrici è stata del 92.56% In particolare, è stata del 93.18% in uno studio che aveva considerato solo soggetti con ipertiroidismo e del 96.84% in un altro che aveva valutato quelli con ipotiroidismo.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che le evidenze raccolte dalla loro revisione della letteratura hanno indicato che la presenza di malattie della tiroide non ha influenzato negativamente la percentuale di successo degli impianti odontoiatrici.                  

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.