I falsi miti sulla tiroide

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I falsi miti sulla tiroide

In occasione della Settimana Mondiale della Tiroide, che quest’anno ha avuto come titolo “Tiroide e salute: io mi informo bene”, l’organizzazione ha prodotto un decalogo che cerca di sfatare i falsi miti che riguardano la Tiroide.

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Perché è così rilevante il tema della comunicazione riferito alla tiroide? Perché l’impatto e la diffusione delle malattie della tiroide nella popolazione sono notevoli”, spiega Marcello Bagnasco, coordinatore scientifico della settimana e presidente AIT, Associazione Italiana Tiroide, “e questo è percepito sempre più chiaramente dalla pubblica opinione. Per fortuna, a tale grande diffusione fa riscontro una prevalenza di patologie non gravi e soprattutto ben curabili, inoltre sono disponibili strategie di prevenzione. “L’ampia disponibilità di notizie su internet”, prosegue l’endocrinologo,” ha indubbiamente, come sempre, risvolti positivi, ma può anche portare all’illusione di poter essere a tutti gli effetti ‘medici di sé stessi’, e soprattutto determinare la proliferazione di informazioni inesatte o addirittura false, spesso allarmistiche, suscettibili di rilancio e amplificazione. In occasione di questo annuale appuntamento, si cercherà di dare risposta alle tante domande che le persone con una malattia tiroidea si fanno, individuare i falsi miti più comuni e sfatarli attraverso un ‘decalogo’. L’esortazione, per i pazienti è sempre quella di rivolgersi ai medici di famiglia e agli specialisti, e a distinguere le fonti qualificate cui attingere le informazioni”.

Il decalogo sui falsi miti legati alla tiroide è stato compilato con il contributo di esperti che hanno fornito delle risposte a domande che spesso girano sui social.

1) Non riesco a perdere peso: sarà la tiroide? La terapia con levotiroxina fa ingrassare?

Professoressa Anna Maria Colao, Presidente SIE, Società Italiana Endocrinologia

I pazienti con ipotiroidismo grave possono presentare sovrappeso, ma questo non si riscontra di regola nell’ipotiroidismo lieve, molto più frequente. Peraltro i pazienti obesi possono presentare alterazioni modeste degli esami di funzione tiroidea, che vanno correttamente inquadrati dall’endocrinologo. In ogni caso, l’uso di farmaci a base di ormone tiroideo a scopo dimagrante non è adeguato né efficace, e presenta rischi per la salute.

2) Sale iodato e salute della tiroide: cosa è importante sapere

Dottoressa Antonella Olivieri, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia, Istituto Superiore Sanità
Professor Marcello Bagnasco, Presidente A.I.T. Associazione Italiana Tiroide e coordinatore scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide

Un’adeguata nutrizione iodica consente di prevenire la maggior parte delle patologie tiroidee. La legge 55 del 2005 ha introdotto un programma nazionale di iodoprofilassi tramite il sale iodato (“POCO SALE MA IODATO”), che ha migliorato considerevolmente lo stato nutrizionale iodico della popolazione. Tutti possono usare il sale iodato, anche le persone con patologie tiroidee. Lo iodio, contrariamente a quanto si crede, non si respira ma si assume attraverso l’alimentazione.

3) Ora che sono anziano serve ancora curare la tiroide?

Professor Fabio Monzani, SIGG Società Italiana di Geriatria e Gerontologia

La patologia tiroidea è molto comune nell’anziano, però la sintomatologia può avere caratteristiche peculiari e non essere facilmente distinguibile e inquadrabile per la presenza di altre patologie. È importante non limitarsi al semplice dosaggio del TSH ed è sempre consigliato rivolgersi allo specialista che valuterà se, quando e come intervenire con una terapia nel quadro globale di salute della persona.

4) Difficoltà alla deglutizione e tiroide

Professor Francesco Frasca, Membro Comitato Esecutivo ETA, European Thyroid Association

In caso di fastidio o difficoltà alla deglutizione spesso è data la responsabilità alla tiroide. Va detto che solo una tiroide molto ingrossata, e in particolare noduli di grandi dimensioni possono portare ad una reale difficoltà alla deglutizione. Andrebbero valutate con attenzione cause più comuni, quali esofagite da reflusso o faringite.

5) I pazienti con problemi alla tiroide lamentano stati ansiosi e insonnia. Ci sono legami concreti tra tiroide e ansia?

Prof. Franco Grimaldi – Presidente AME, Associazione Medici Endocrinologi

Ansia, irritabilità, insonnia e altri segni di malessere psicologico possono essere legati a malfunzionamento della tiroide, in particolare ipertiroidismo, e normalizzarsi con adeguata terapia della disfunzione. Peraltro disturbi legati ad ansia patologica sono molto frequenti in generale, e il riscontro di normali esami di funzione tiroidea permette di escludere un legame con disfunzioni della ghiandola.

6) Tiroide e web. Il caso “tiroide secca”

Professor Luca Chiovato, Ex Presidente A.I.T. Associazione Italiana della Tiroide

Internet e tiroide tra bufale e falsi miti: tra le fake news che circolano in internet, una molto diffusa riguarda la tiroide secca: “la tiroide secca è un farmaco naturale ed è meglio delle medicine a base di ormoni tiroidei”. In realtà i preparati a base di tiroide secca di origine animale contengono quantità di ormoni tiroidei assai variabili, e il loro uso non presenta alcun vantaggio rispetto alle preparazioni di ormoni purificati e titolati con esattezza.

7) Le radiazioni a cui si è esposte attraverso le mammografie di screening, possono causare danno alla tiroide? Sarebbe quindi sempre necessario indossare un collare piombato per proteggersi?

Dottoressa Maria Cristina Marzola– AIMN, Associazione Italiana Medicina Nucleare

Non esiste alcun pericolo di danni alla tiroide, e in particolare di insorgenza di tumori, legato allo screening mammografico, procedura preziosa per la diagnosi precoce del cancro al seno. La radioattività erogata è molto bassa e le radiazioni comunque non colpiscono la tiroide. L’uso di collari piombati è non solo inutile ma dannoso perché può alterare il risultato della mammografia.

8) La scintigrafia tiroidea comporta un’esposizione a radiazioni elevate, bisogna tenerne conto nel programmare una gravidanza? La scintigrafia tiroidea e la terapia con il radioiodio possono aumentare significativamente il rischio di insorgenza di tumori maligni?

Dottoressa Maria Cristina Marzola– AIMN, Associazione Italiana Medicina Nucleare

La scintigrafia tiroidea è un’indagine diagnostica che comporta l’esposizione a dosi molto basse di radiazioni: la sostanza radioattiva somministrata si concentra in maniera pressoché esclusiva nella tiroide e l’irradiazione di altri organi, compresi quelli riproduttivi, è trascurabile, e non esiste alcun problema per la programmazione di gravidanze, né per il rischio di sviluppare tumori. La terapia con iodio radioattivo serve a distruggere residui di tessuto tiroideo tumorale, o tessuto tiroideo iperfunzionante. La radioattività però si concentra elettivamente nel tessuto tiroideo (poiché il tessuto tiroideo “capta” lo iodio radioattivo allo stesso modo di quello non radioattivo) ed è in grado di distruggerlo “selettivamente”, irradiando gli altri organi solo in misura minima e non pericolosa.

9) Anche il bambino può avere problemi alla tiroide e ipotiroidismo congenito non vuol dire cretinismo

Professoressa Mariacarolina Salerno – Presidente SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica

La tiroide è un organo fondamentale per la crescita, e le malattie tiroidee possono manifestarsi già alla nascita. Da decenni viene effettuato alla nascita lo screening per l’ipotiroidismo, che dà la possibilità di diagnosi e trattamento tempestivo, garantendo un normale sviluppo psicofisico. Altre patologie simili a quelle dell’adulto possono insorgere nell’infanzia e nell’adolescenza, agevolmente identificabili e curabili dal pediatra endocrinologo.

10) Gli interventi mininvasivi e robotici della tiroide hanno meno complicanze?

Prof. Pietro Giorgio Calò – Presidente SIUEC, Società Italiana Unitaria di Endocrino-chirurgia

La probabilità di complicanze negli interventi sulla tiroide non è correlata con la tecnica impiegata. Gli interventi mininvasivi sono preferiti per la possibilità di avere sul collo segni quasi invisibili ma queste tecniche sono riservate alle tiroidi ed ai noduli più piccoli. La chirurgia della tiroide va sempre più verso un approccio personalizzato su ogni singolo paziente e sulle caratteristiche della ghiandola e del nodulo.

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