Gozzo e ipotiroidismo in un bambino alimentato con latte di soia e dieta ipoallergenica

Notizia |
Fact checked
Gozzo e ipotiroidismo in un bambino alimentato con latte di soia e dieta ipoallergenica

Un gruppo di specialisti italiani ha riportato un caso di gozzo e ipotiroidismo clinicamente evidente osservati in un bambino che, a causa di un’allergia al latte di mucca, assumeva latte di soia e seguiva una dieta mirata a ridurre la reattività allergica.

Potrebbe interessarti anche…

I latti di soia sono stati usati estesamente come alternativa al latte di mucca nei bambini allergici a tale alimento o in quelli con intolleranza al lattosio. D’altra parte, già nella prima metà del secolo scorso la scoperta di un possibile effetto tossico di molecole contenute nella soia, denominate isoflavonoidi e che agiscono nell’organismo come estrogeni (fitoestrogeni), aveva sollevato qualche preoccupazione circa l’uso del latte di soia nei neonati. È stato dimostrato che gli isoflavonoidi inibiscono l’attività di un enzima della tiroide denominato perossidasi, fungendo da substrati alternativi per i meccanismi di iodinazione. Successive ricerche avevano osservato che questo effetto degli isoflavonoidi si sviluppava solo in presenza di un’assunzione inadeguata di iodio. Una revisione sistematica della letteratura, eseguita nel 2007, aveva riportato che i moderni latti di soia con aggiunta di iodio supportavano adeguatamente accrescimento e sviluppo e infatti, con l’introduzione di questo tipo di latte di soia, non era stato descritto nessun caso di gozzo e di ipotiroidismo. Caprio e colleghi hanno pubblicato un caso clinico di un bambino di 22 mesi di età, al quale era stata prescritta una dieta a base di soia per un’allergia al latte di mucca e che ha sviluppato un gozzo e un ipotiroidismo clinicamente evidente. Si è trattato del primo caso in assoluto di questo tipo registrato in Italia e, a conoscenza degli autori, è anche l’unico caso presentatosi in Paesi nei quali è attivo il Programma per il Controllo dei Disordini da Carenza di Iodio. La madre del bambino nel quale si è manifestato il problema aveva un ipotiroidismo dovuto a tiroidite autoimmune, aveva partorito il figlio dopo una gravidanza a termine, con un peso alla nascita del bambino di 3.660 kg. A quattro mesi di età si era presentata un’infiammazione intestinale dovuta a proteine alimentari e, da allora, era stato sottoposto a dieta, eliminando le proteine del latte di mucca. Per il primo anno di vita gli era stato somministrato un latte artificiale idrolizzato e in seguito un latte di soia. Lo svezzamento non era mai stato completato, per la paura dei genitori di reazioni allergiche. Infine l’alimentazione era povera di sale e quindi l’introduzione di iodio inadeguata. All’età di 22 mesi si è manifestato un gozzo e gli esami di laboratorio hanno dimostrato la presenza di un grave ipotiroidismo. Al bambino è stata somministrata levotiroxina e dopo tre settimane si è normalizzata la funzione della tiroide e si è ridotta la dimensione della ghiandola. In seguito è stata diminuita progressivamente la dose della levotiroxina, fino a sospenderla. Negli anni successivi il bambino ha mostrato un accrescimento normale e una condizione di eutiroidismo.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che lo iodio aggiunto nei latti artificiali impiegati nei bambini allergici al latte di mucca può non essere sufficiente a supplire alla carenza di questo elemento, che va somministrato a parte.

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.