Frequenza del cancro della tiroide

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Frequenza del cancro della tiroide

Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha valutato l’evoluzione nel tempo della frequenza del cancro della tiroide e del rischio di decesso provocato da tale neoplasia. I risultati hanno indicato che l’incidenza è in diminuzione dal 2014, verosimilmente grazie al miglioramento della gestione dei noduli tiroidei. Anche nel nostro Paese si sono osservati andamenti dell’incidenza simili.

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L’incidenza, cioè il numero dei nuovi casi per anno, del cancro della tiroide è aumentata in maniera significativa negli Stati Uniti nei decenni passati, fino al 2013. Da allora l’andamento si è invertito. Megwalu e colleghi hanno eseguito uno studio per aggiornare le conoscenze sull’epidemiologia del cancro della tiroide negli Stati Uniti e sull’andamento del rischio di decesso correlato alla neoplasia. L’incidenza del cancro della tiroide e l’andamento del rischio di decesso basato sull’incidenza sono stati calcolati sulla base dei dati del Programma “Surveillance, Epidemiology and End Results” (abbreviato in SEER e traducibile in: vigilanza, epidemiologia e risultati finali). Sono stati inclusi casi di tumori della tiroide diagnosticati tra il 2000 e il 2018 e decessi dovuti alla stessa neoplasia registrati nel medesimo periodo di tempo. Con un metodo statistico specifico sono state calcolate le modificazioni percentuali annuali di queste variabili. Di 197.070 persone con una diagnosi di cancro della tiroide registrate nell’archivio del SEER, il 75.6% era di sesso femminile e l’81.0% era costituito da bianchi. Il carcinoma papillare della tiroide è stata la forma più frequente di tumore della ghiandola (89.1%). Le incidenze del cancro della tiroide sono aumentate dal 2000 al 2009 (cambiamento percentuale annuale: 6.80; intervallo di confidenza al 95% da 6.46 a 7.13) e dal 2009 al 2014 (cambiamento percentuale annuale: 2.58; intervallo di confidenza al 95% da 1.71 a 3.47), per poi diminuire dal 2014 al 2018 (cambiamento percentuale annuale: – 2.33; intervallo di confidenza al 95% da – 3.15 a – 1.51). Gli andamenti delle incidenze del carcinoma papillare della tiroide nel suo complesso, dei casi con malattia localizzata e di quelli con tumori di dimensioni inferiori o uguali a 1.0 cm hanno rispecchiato le variazioni dell’andamento generale del tumore della tiroide, mentre l’incidenza della malattia regionale si è stabilizzata dal 2015 al 2018 (cambiamento percentuale annuale: – 1.65; intervallo di confidenza al 95% da – 4.09 a – 0.84). L’incidenza della diffusione a distanza della malattia è diminuita dal 2015 al 2018 (cambiamento percentuale annuale: – 17.86; intervallo di confidenza al 95% da – 26.47 a – 8.25). L’incidenza dei tumori di dimensioni inferiori o uguali a 1.0 cm si è ridotta (cambiamento percentuale annuale: – 5.83; intervallo di confidenza al 95% da – 7.24 a – 4.40), mentre si è stabilizzata quella delle lesioni con dimensioni comprese tra 1.0 e 2.0 cm (cambiamento percentuale annuale: – 0.10; intervallo di confidenza al 95% da – 1.16 a  0.96) e tra 2.1 e 4.0 cm (cambiamento percentuale annuale: – 1.12; intervallo di confidenza al 95% da – 0.17 a 2.43) e di quelle con dimensioni maggiori di 4.0 cm (cambiamento percentuale annuale: – 1.13; intervallo di confidenza al 95% da – 4.58 a 2.45). Il rischio di decesso basato sull’incidenza è aumentato dal 2000 al 2018 (cambiamento percentuale annuale: medio 1.35; intervallo di confidenza al 95% da 0.88 a 1.82). Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che l’incidenza del cancro della tiroide è diminuita a partire dal 2014. Riduzioni simili hanno riguardato il carcinoma papillare della tiroide, la forma localizzata della malattia e i tumori di dimensioni inferiori o uguali a 1.0 cm, ma non quelli più grandi di 2.0 cm. La frequenza di decesso basata sull’incidenza invece ha continuato ad aumentare. Sulla base di queste evidenze Megwalu e colleghi hanno formulato l’ipotesi che l’evoluzione della gestione dei noduli tiroidei abbia portato a ridurre le diagnosi dei tumori piccoli e poco evolutivi, ma non di quelli più grandi e avanzati.                

Questi i dati statunitensi e in Italia? Anche nel nostro Paese si sono osservati andamenti dell’incidenza simili a quelli degli USA, cioè aumenti, fino al 2012: da 16.2/100.000 tra 1998 e 2002 a 28.2/1000.000 tra 2008 e 2012. In Italia tale andamento è stato attribuito a una sovra-diagnosi della neoplasia, che avrebbe riguardato il 72% dei casi nel periodo 1998-2002 e il 79% tra 2008 e 2012. A differenza degli Stati Uniti, invece, il rischio di decesso attribuito alla neoplasia ha mostrato una riduzione progressiva costante dal 1998 in poi.

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