Quali farmaci interferiscono con la levotiroxina?

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Quali farmaci interferiscono con la levotiroxina?

Uno specialista italiano ha pubblicato una revisione della letteratura sui farmaci che interferiscono con l’assorbimento e con l’effetto terapeutico della levotiroxina. Nell’articolo si parla anche dei costi relativi ai controlli frequenti della risposta al trattamento con tale farmaco e delle complicanze metaboliche e cardiovascolari che si osservano quando la terapia con levotiroxina è inadeguata.

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Nell’introduzione Salvatore Benvenga ha ricordato che in Europa la frequenza dell’ipotiroidismo primario non diagnosticato è del 4.76%. A tale dato contribuiscono: per un 4.11% i casi di ipotiroidismo subclinico e per lo 0.75% quelli di ipotiroidismo che, pur essendo clinicamente evidente, non sono individuati. Per ipotiroidismo primario si intende quello che deriva da un difetto intrinseco della tiroide, mentre l’ipotiroidismo centrale è quello dovuto a una ridotta secrezione di TSH da parte dell’ipofisi. La levotiroxina è la molecola più impiegata nella cura delle persone con ridotta funzione tiroidea, ma il 20% di quelle con ipotiroidismo primario e una percentuale variabile fra il 20 e il 40% di quelle con ipotiroidismo centrale sono sotto-trattate, vale a dire che la dose che assumono è inferiore a quella della quale avrebbero bisogno per compensare la ridotta funzione della ghiandola. L’autore segnala che la causa principale del “sotto-trattamento” è l’assunzione concomitante di farmaci che interferiscono con l’effetto della levotiroxina. L’articolo contiene una tabella nella quale sono elencati 40 farmaci che possono alterare l’azione di tale molecola e si citano studi che hanno dimostrato queste interferenze. Ad esempio, una ricerca ha evidenziato che il carbonato di calcio può adsorbire la levotiroxina limitandone l’effetto terapeutico in presenza di un pH di 2, quindi in un ambiente acido come quello dello stomaco, ma non a pH 7.4. Valutazioni specifiche hanno quindi osservato che i livelli di TSH hanno risposto in modo diverso. alla stessa dose di levotiroxina, a seconda che il calcio fosse assunto dopo massimo 2 ore rispetto ad essa o, piuttosto, dopo 6-8 ore. A proposito dell’effetto dell’acidità presente nel lume dello stomaco sull’assorbimento della levotiroxina, si è rilevato che, a parità di dose di quest’ultima, il TSH è aumentato del 28% in soggetti che assumevano farmaci denominati inibitori della pompa protonica. Questi medicinali, riducendo la secrezione di acido nello stomaco, hanno influenzato l’assorbimento della levotiroxina e, quindi, la risposta terapeutica nelle persone trattate. Nell’articolo si citano riscontri di interferenze con l’effetto della levotiroxina da parte di molecole di vario tipo, da quelle usate nella cura della tubercolosi agli antivirali, dai trattamenti prescritti nelle malattie autoimmuni, agli antitumorali. Fra gli argomenti trattati dall’autore c’è quello dell’incompletezza delle evidenze raccolte finora circa le interferenze farmacologiche con la levotiroxina e quello delle conseguenze delle cure inadeguate con questo farmaco in termini di comparsa di alterazioni metaboliche e di segni e sintomi patologici.

Nelle conclusioni l’autore ha auspicato che si sviluppino linee di ricerca future, mirate a raccogliere ulteriori evidenze sulle interferenze farmacologiche che riducono l’efficacia della levotiroxina, sulla base delle quali formulare indicazioni utili nella pratica clinica.

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