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Come evolve a lungo termine l’ipertiroidismo pediatrico?

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Come evolve a lungo termine l’ipertiroidismo pediatrico?

Un gruppo di esperti della Gran Bretagna ha analizzato in maniera retrospettiva i casi di soggetti nei quali era stato diagnosticato un ipertiroidismo prima dei 18 anni. I dati raccolti hanno indicato che non ci sono caratteristiche della disfunzione della tiroide che permettano di prevedere l’evoluzione che avrà nel tempo.

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L’ipertiroidismo nei bambini e negli adolescenti è molto più raro che negli adulti e, quando si manifesta in età pediatrica, ha una frequenza molto maggiore nelle femmine che rispetto ai maschi. I casi di aumentata funzione della ghiandola tiroidea negli adolescenti sono quasi sempre (95%) dovuti alla Malattia di Graves. Fra i problemi che pone l’ipertiroidismo pediatrico c’è quello della diagnosi, in quanto i sintomi con i quali si manifesta fanno pensare ad altre cause. In generale, le manifestazioni cliniche sono simili a quelle dell’ipertiroidismo degli adulti mentre, fra gli aspetti più specifici, ci sono il ritardo nello sviluppo della pubertà e l’amenorrea. Gill e colleghi hanno valutato gli esiti a lungo termine dell’ipertiroidismo diagnosticato in età pediatrica, con l’intento di identificare eventuali effetti indicativi della necessità di ricevere una cura definitiva. È stata eseguita un’analisi retrospettiva di persone nelle quali l’ipertiroidismo era stato identificato prima dei 18 anni. I casi identificati in occasione di visite di controllo sono stati confrontati in base all’applicazione di un approccio terapeutico definitivo o all’assunzione di farmaci anti-tiroidei, oppure all’ottenimento di una completa remissione della disfunzione della tiroide. Sono stati presi in esame 61 soggetti, 49 femmine e 12 maschi, che avevano un’età mediana di 15.1 anni (intervallo 3.6-18 anni) al momento in cui era stata formulata la diagnosi. La durata del primo trattamento con farmaci anti-tiroidei è stata di meno di 1 anno nel 7% dei casi, di 1-2 anni nel 26%, di oltre 2 anni nel 46% e, nel 21%, i farmaci anti-tiroidei non sono mai stati interrotti. La frequenza di recidive dell’ipertiroidismo è stata del 69% nei casi che avevano ricevuto farmaci anti-tiroidei per meno di 1 anno e del 79% in quelli che li avevano assunti per più di 2 anni. Alla visita di controllo le persone con ipertiroidismo avevano un’età mediana di 23.2 anni ed erano trascorsi 8.75 anni (valore mediano) dalla diagnosi. Il 33% è stato sottoposto a un approccio terapeutico definitivo che è consistito, con frequenza simile, in un’ablazione con radioiodio o in una tiroidectomia. Il 36% era ancora in cura con farmaci anti-tiroidei e il 32% era andato incontro a una remissione completa della disfunzione della ghiandola. L’analisi ha indicato che nessuno dei fattori considerati, dall’età ai livelli di T4 e FT4, dalla concentrazione nel sangue degli anticorpi anti-perossidasi alla durata del primo trattamento con carbimazolo, è risultato indicativo dell’evoluzione dell’ipertiroidismo.

Nelle conclusioni, gli autori hanno evidenziato che la remissione completa dell’ipertiroidismo diagnosticato in età pediatrica è stata, nella loro casistica, del 31%. Nessun fattore è stato predittivo dell’evoluzione a lungo termine.              

Tommaso Sacco         

Fonte: Long-term outcome of hyperthyroidism diagnosed in childhood and adolescence: a single-centre experience; Journal of Pediatric Endocrinology & Metabolism, 2019 Feb 25;32(2):151-157.