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Efficacia del selenio nelle tiroiditi autoimmuni in gravidanza: risultati di uno studio italiano

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Efficacia del selenio nelle tiroiditi autoimmuni in gravidanza: risultati di uno studio italiano

Un gruppo di endocrinologi di diversi ospedali italiani ha pubblicato i risultati di una ricerca che ha valutato l’effetto di un prodotto a base di selenio in donne gravide con tiroiditi autoimmuni. I risultati hanno dimostrato un effetto positivo del prodotto sulla concentrazione di autoanticorpi.

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Da tempo alcune linee di ricerca stanno valutando l’efficacia del selenio nelle malattie della tiroide e, in Italia, la supplementazione con prodotti che contengono questo elemento ha molti sostenitori. Una revisione della letteratura, pubblicata nel 2017 da autori italiani, aveva concluso che, dai risultati dei lavori disponibili all’epoca, la relazione più stretta che emergeva era quella fra selenio e tiroiditi autoimmuni. In alcuni studi si era osservato, infatti, che la somministrazione di prodotti a base di selenio riduceva la concentrazione nel sangue degli autoanticorpi anti-perossidasi e migliorava l’aspetto della tiroide rilevabile con l’ecografia. Da allora non tutti gli articoli pubblicati su questo argomento hanno confermato l’efficacia della somministrazione di questo elemento. Per raccogliere ulteriori evidenze, il gruppo dei giovani endocrinologi italiani, che fa capo alla Società Italiana di Endocrinologia ha eseguito una ricerca, che ha valutato l’effetto protettivo del selenio nei confronti dei processi di autoimmunità che si sviluppano a carico della tiroide durante e dopo la gravidanza.Si è trattato di uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. Quarantacinque donne con tiroidite presente durante la gravidanza sono state assegnate, in base a una randomizzazione, al gruppo trattato con L-selenometionina alla dose di 83 mcg al giorno o a quello che ha ricevuto placebo. Tutte sono state valutate a 10 ± 2 settimane e a 36 ± 2 settimane dall’inizio della gravidanza e 6 mesi dopo il parto. Al controllo eseguito dopo la gravidanza è stata osservata una riduzione statisticamente significativa, nel gruppo che ha ricevuto il prodotto a base di selenio, degli autoanticorpi anti-tireoglobulina (19.86; 11.59-52.60: p<0.01) e degli autoanticorpi anti-perossidasi (255.00; 79.00-292.00: p<0.01). Allo stesso controllo si è rilevato un rimbalzo sia degli autoanticorpi anti-tireoglobulina (valore medio 151.03 ± 182.9: p<0.01), che di quelli anti-perossidasi (valore medio 441.28 ± 512.18: p<0.01). Inoltre, c’è stato un aumento significativo della concentrazione nel sangue di selenio, nel gruppo che ha ricevuto il prodotto contenente tale elemento, sia al controllo eseguito a 36 ± 2 settimane dall’inizio della gravidanza (valore medio 91.33 ± 25.49: p<0.01), sia a quello fatto 6 mesi dopo il parto (valore medio 93.55 ± 23.53: p=0.02). Nel gruppo placebo si sono verificati due aborti e non si è riscontrata alcuna differenza, fra i due gruppi, riguardo a: volume della tiroide, aspetto ecografico, qualità della vita e complicanze per la madre o per il feto.

Gli autori concludono che il loro studio ha dimostrato un effetto benefico della somministrazione di un prodotto a base di L-selenometionina sulle concentrazioni di autoanticorpi durante la gravidanza e sulla ripresa della tiroidite dopo il parto.

Tommaso Sacco

Fonte: Selenium supplementation in the management of thyroid autoimmunity during pregnancy: results of the "SERENA study", a randomized, double-blind, placebo-controlled trial; Endocrine, 2019 May 25.