MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Effetti dell’attività fisica nelle persone con ipotiroidismo subclinico

Notizia

PUBBLICATO

Effetti dell’attività fisica nelle persone con ipotiroidismo subclinico

Uno studio ha valutato le variazioni della frequenza cardiaca, nel passaggio fra riposo e attività fisica, nelle persone con ipotiroidismo subclinico. I risultati hanno evidenziato che, rispetto ai soggetti con funzione cardiaca normale, è più lento l’adattamento della frequenza allo sforzo.

COMPILA IL QUESTIONARIO DI AUTOVALUTAZIONE!
Vuoi sapere se sei soggetto a fattori di rischio o hai sintomi di disfunzioni tiroidee? Scoprilo qui!

fondazioneserono.org/questionari/

I risultati di alcune ricerche hanno indicato che la presenza di ipotiroidismo subclinico può determinare un’alterazione della trasmissione degli stimoli lungo il nervo vago che ha, come risultato, una risposta più lenta della frequenza cardiaca nella fase in cui si passa da uno stato di riposo a un’attività fisica. Un tempestivo adattamento del ritmo dei battiti del cuore e, più in generale, della funzione cardiaca è importante nella transizione dal riposo all’esercizio perché serve ad adeguare l’attività del cuore alle mutate necessità dell’organismo. L’obiettivo dello studio di Almas e colleghi è stato quello di valutare l’andamento delle variazioni della frequenza cardiaca in soggetti con ipotiroidismo subclinico, nel momento in cui passavano dal riposo all’attività fisica. Sono state arruolate 18 donne con ipotiroidismo subclinico e 17 con normale funzione della tiroide. Le prime avevano una concentrazione media di TSH di 6.95±2.94 μIU/ml e di FT4 di 0.96±0.15 ng/dl e le seconde una concentrazione media di TSH di 2.28±0.84 μIU/ml e di FT4 di 0.98±0.07 ng/dl. I due gruppi erano bilanciati riguardo al livello abituale di attività fisica, sviluppo di menopausa ed età. Le variazioni della frequenza cardiaca sono state studiate durante un esercizio a carico costante (50 Watt), della durata di 6 minuti, eseguito con un cicloergometro. Il tempo medio di risposta della frequenza cardiaca è stato misurato considerando i secondi necessari per raggiungere il 63% della frequenza dei battiti del cuore, successivamente stabilizzati durante l’esercizio. I soggeti con ipotiroidismo subclinico hanno mostrato una risposta più lenta della frequenza cardiaca all’esercizio rispetto al gruppo di controllo. Il tempo di risposta medio è stato di 48.5±17.6 secondi nel primo gruppo e di 36.0±13.3 secondi nell’altro, con una differenza statisticamente significativa: p=0.015. Si è anche osservato che il tempo medio di risposta era correlato al livello di attività fisica svolto abitualmente da ciascun soggetto (r= -0.361; p=0.033) e alla percezione soggettiva dello sforzo sostenuto riportata alla fine dell’esercizio (r=0.365; p=0.031).

Gli autori hanno concluso che i risultati del loro studio indicano che le donne con ipotiroidismo subclinico hanno un più lento adattamento della frequenza cardiaca, nel passaggio dal riposo all’attività fisica, rispetto alle eutiroidee. Questo ritardo di adattamento è più evidente in chi ha un livello abituale di attività fisica ridotto. Dati raccolti su casistiche più ampie dovranno confermare queste evidenze.

Tommaso Sacco

Fonte: Heart rate kinetics during exercise in patients with subclinical hypothyroidism; Journal of Applied Physiology 2017; 1; 122(4):893-898.