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Nelle diverse forme di ipertiroidismo varia l’espressione dell’attività ormonale

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Nelle diverse forme di ipertiroidismo varia l’espressione dell’attività ormonale

Uno studio eseguito in Germania ha valutato l’espressione biochimica dell’attività ormonale nell’ipertiroidismo subclinico, in quello clinicamente evidente e nella tireotossicosi iatrogena. I risultati hanno evidenziato che le misurazioni del TSH devono essere interpretate differentemente nell’ipertiroidismo subclinico e nella tireotossicosi.

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L’ipertiroidismo subclinico è una condizione frequente e la sua prevalenza arriva al 10% in alcune casistiche. Attualmente essa si individua solo sulla base di esami di laboratorio e, in particolare, in presenza di concentrazioni nel sangue di TSH al di sotto del valore minimo della norma, associate a livelli normali di ormoni tiroidei. Se l’FT3 o l’FT4 superano i rispettivi valori massimi della norma, si formula, invece, diagnosi di ipertiroidismo clinicamente evidente. A queste alterazioni di laboratorio possono corrispondere differenti tipi di alterazione della funzione della ghiandola. Esse vanno da mutazioni del recettore del TSH che aumentano l’attività della tiroide a un incremento della stimolazione della ghiandola da parte di anticorpi rivolti verso il recettore del TSH, alla secrezione di ormoni tiroidei in eccesso per danni alla tiroide. Gli ultimi due quadri sono quelli che si verificano nella malattia di Graves e nelle tiroiditi.  Hoermann e colleghi hanno eseguito uno studio per valutare le alterazioni di laboratorio caratteristiche di ciascun tipo di modificazione della funzione tiroidea che sta a monte di quadri di ipertiroidismo. Essi hanno fatto un’analisi secondaria di un precedente studio di popolazione che aveva arruolato 461 soggetti con ipertiroidismo non trattato, malattia di Graves o con trattamento in corso con levotiroxina dopo una tiroidectomia per carcinoma della tiroide. La risposta del TSH e i bilanci fra i valori del TSH e degli ormoni tiroidei sono stati confrontati tra i casi con ipertiroidismo e quelli nei quali il problema era determinato da una dose eccessiva di levotiroxina.  Si è osservato che, fra i diversi tipi di ipertiroidismo, differivano le concentrazioni nel sangue di TSH, FT4 e FT3, l’attività dell’enzima deiodinasi e l’Indice di Massa Corporea. Dinidendo la casistica in gruppi di soggetti con livelli di TSH, le concentrazioni più elevate di FT4 si sono rilevate nelle persone trattate con dosi eccessive di levotiroxina, mentre i livelli di FT3 erano simili. Concentrazioni elevate di FT4 accompagnate da bassa attività della deiodinasi hanno permesso di distinguere le forme da assunzione di dosi eccessive di levotiroxina dagli ipertiroidismi dovuti a iperfunzione della ghiandola e da malattia di Graves.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che, la mancanza di un controllo a monte da parte del TSH, condiziona la risposta del sistema nell’ipertiroidismo vero e proprio e nella risposta al trattamento con dosi eccessive di levotiroxina. Questo impedisce una corretta risposta degli ormoni tiroidei nei diversi tipi di ipertiroidismo. Per questi motivi le misurazioni del TSH andrebbero interpretate in maniera differente in base al tipo di ipertiroidismo che si sta valutando.  

Tommaso Sacco

Fonte: Heterogenous biochemical expression of hormone activity in subclinical/overt hyperthyroidism and exogenous thyrotoxicosis; Journal of Clinical & Translational Endocrinology 19 (2020) 100219.