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Disfunzioni subcliniche della tiroide: è importante conoscerle

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Disfunzioni subcliniche della tiroide: è importante conoscerle

Da sette anni il sito della Fondazione Cesare Serono dedica una campagna di informazione annuale a un argomento importante relativo alle malattie che coinvolgono la tiroide. Quella di quest’anno è dedicata a ipotiroidismo e ipertiroidismo subclinici.

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Con il termine subclinico in medicina si intende una malattia o una disfunzione che non si manifestano con segni o sintomi, ma si possono individuare con esami di laboratorio o strumentali. Le disfunzioni della tiroide, sia l’ipotiroidismo che l’ipertiroidismo, possono essere subclinici e quindi rimanere inosservati fino a quando non viene misurato il TSH. Per queste disfunzioni, infatti, l’evidenza che permette di fare diagnosi è, rispettivamente, l’aumento o la riduzione della concentrazione nel sangue di questo ormone. La diffusione delle disfunzioni subcliniche della tiroide non è facile da determinare, proprio perché esse sono subcliniche. Infatti, non provocando manifestazioni che allarmano, difficilmente vengono cercate con indagini dedicate, mentre più spesso sono rilevate grazie a esami di laboratorio eseguiti per controlli generali. Le cause delle alterazioni subcliniche della funzione della tiroide possono essere di diverso tipo. Ad esempio, l’ipotiroidismo subclinico può dipendere solo dall’età avanzata e questo fa sì che se ne metta in dubbio la sua natura patologica. Carenza di iodio e tiroidite di Hashimoto sono altre cause frequenti di questa disfunzione. La malattia di Graves, il gozzo e alcuni tipi di noduli della tiroide possono essere all’origine dell’ipertiroidismo subclinico. Ci si potrebbe chiedere come mai sia importante conoscere disfunzioni della tiroide che, proprio perché subcliniche, non provocano sintomi che influiscono sulla vita di chi ne è affetto. I motivi sono diversi, innanzitutto, le alterazioni subcliniche della funzione della ghiandola possono essere condizioni di passaggio verso una successiva normalizzazione, più raramente o, più spesso, verso una forma clinicamente evidente. In particolare, in alcune situazioni, come durante la gravidanza, questa evoluzione può essere rapida e avere conseguenze negative sulla madre o sul feto. Nella scheda dedicata si potrà leggere che, secondo alcuni esperti, l’ipotiroidismo subclinico in gravidanza va trattato anche se rimane subclinico. Volendo generalizzare, si potrebbe affermare che le disfunzioni subcliniche della tiroide vadano sempre controllate nel tempo, per cogliere tempestivamente modificazioni del quadro, e in certi casi, richiedono invece una cura, gestita da uno specialista competente, per evitare rischi di complicanze.  Nelle schede informative della campagna 2020 del sito della Fondazione Cesare Serono, dedicata alle disfunzioni subcliniche della tiroide, si forniscono informazioni mirate ad aiutare chi presenta uno di questi quadri a condividere con il medico di riferimento le strategie più efficaci per gestirle.

Nelle schede troverete le seguenti informazioni:

Ipotiroidismo e ipertiroidismo subclinici non necessariamente creano problemi e spesso non richiedono cure. Ciò non toglie che sia importante conoscerle, per gestirle al meglio quando meritano più attenzione.   

Tommaso Sacco