Diseguaglianze nel trattamento dell’ipotiroidismo

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Diseguaglianze nel trattamento dell’ipotiroidismo

Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha valutato le disparità nella gestione dell’ipotiroidismo, per individuare i fattori che ne sono all’origine. Sesso maschile, giovane età e mancanza di accesso all’assistenza sanitaria sono risultati associati all’inadeguato trattamento dell’ipotiroidismo.

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Il trattamento inadeguato dell’ipotiroidismo può consistere nella somministrazione di dosi insufficienti di levotiroxina o, più raramente, nell’assunzione di quantità eccessive della stessa molecola. In ambedue i casi la gestione clinica non raggiunge l’obiettivo di compensare correttamente la disfunzione della ghiandola. Nell’introduzione del loro articolo, Ettleson e colleghi hanno ricordato che precedenti studi avevano individuato disparità nella cura dell’ipotiroidismo, per specifiche categorie sociali, che creano ulteriori limiti al raggiungimento degli obiettivi terapeutici. Per tale motivo, hanno analizzato questi aspetti in un’ampia popolazione di persone con ipotiroidismo. La casistica considerata è stata rappresentativa della popolazione adulta degli Stati Uniti affetta da ridotta funzione della tiroide. Sono stati analizzati 698 casi di persone di 20 o più anni di età suddivisi in tre categorie: ipotiroidismo in cura, ipotiroidismo subclinico e ipotiroidismo clinicamente evidente non trattato. Inoltre, i casi in cura sono stati suddivisi in tre sottogruppi: sotto-trattati, nei quali era impiegata una dose di levotiroxina insufficiente, sopra-trattati, che ricevevano una dose eccessiva del prodotto, e curati in maniera adeguata. Il sotto-trattamento è stato definito sulla base di una concentrazione di TSH nel sangue maggiore di 5.6 mIU/L e il sopra-trattamento con un valore dello stesso parametro inferiore a 0.3 mIU/L. Fra i fattori dei quali si è valutata la relazione con la terapia dell’ipotiroidismo ci sono stati: età, sesso, etnia, livello scolastico e reddito. Tutte le informazioni sono state attinte dall’archivio dello studio NHANES, relativo agli anni tra il 2007 e il 2012. I risultati hanno indicato che fattori associati a un corretto trattamento dell’ipotiroidismo erano: sesso femminile, con un rapporto di probabilità 2.66 (intervallo di confidenza al 95% 1.42-4.99) ed età avanzata. A proposito di quest’ultima, per le persone di età compresa fra 45 e 69 anni, rispetto a quelle di 20-44 anni, il rapporto di probabilità è stato di 7.25 (intervallo di confidenza al 95% 4.15-12.67). Per le persone dai 70 anni in su il rapporto di probabilità è stato di 11 (intervallo di confidenza al 95% 5.30-22.79). Come era prevedibile, l’accesso all’assistenza sanitaria ha condizionato in maniera importante l’assunzione della cura, con un rapporto di probabilità di 14.32 (intervallo di confidenza al 95% 3.36-56.58). Infine, il rapporto di probabilità relativo all’etnia ha dimostrato che quella ispanica si è correlata a terapia inadeguata con un rapporto di probabilità di 2.42 ( intervallo di confidenza al 95% 1.14-5.14).

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che le persone di sesso maschile, in giovane età e senza accesso all’assistenza sanitaria hanno più spesso un ipotirodismo non curato. Quelle di etnia ispanica frequentemente assumono terapie inadeguate. Ettleson e colleghi hanno aggiunto che queste disparità nella gestione dell’ipotiroidismo vanno evitate, ponendo particolare attenzione, appunto, ai maschi, ai giovani e alle categorie sociali svantaggiate.            

Tommaso Sacco

Fonte: Sociodemographic Disparities in the Treatment of Hypothyroidism: NHANES 2007–2012; Journal of the Endocrine Society, 2021, Vol. 5, No. 7, 1–10.

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