Diffusione del cancro della tiroide in Italia, in Europa e in altre aree del Mondo

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Diffusione del cancro della tiroide in Italia, in Europa e in altre aree del Mondo

Un gruppo internazionale di esperti ha eseguito uno studio per valutare la diffusione del cancro della tiroide nei 15 Paesi che facevano parte dell’Unione Europea prima del 2004 e in altre Nazioni. I risultati hanno indicato che, nell’insieme, la frequenza della neoplasia, dopo l’aumento dei decenni passati, dagli anni ‘90 in molti Paesi si è stabilizzata o è diminuita.

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L’incidenza del cancro della tiroide fino agli anni ’90 è aumentata rapidamente a livello globale e ciò ha prodotto un carico rilevante sui sistemi assistenziali. D’altra parte, secondo Schuster-Bruce e colleghi, non era chiaro se e come differisse il carico attribuibile a questa malattia tra i 15 Paesi aderenti all’Unione Europea prima del 2004 e gli Stati Uniti, l’Australia, il Canada e la Norvegia dall’altra. Per questo motivo, gli autori hanno valutato gli andamenti dell’incidenza, del rischio di decesso e di una variabile denominata “anni-vita corretti per la disabilità” (Disability-Adjusted Life-Years: DALYs) attribuibili al cancro della tiroide in tutti i Paesi sopra elencati. Dall’11 luglio all’11 ottobre del 2021 è stata eseguita l’analisi di tali variabili per il periodo compreso fra il 1990 e il 2019. Si è trattato di uno studio osservazionale basato sui dati raccolti in un archivio denominato Global Burden of Disease Study (studio globale del carico della malattia). Tra i 19 Paesi europei presi in considerazione c’è stata anche l’Italia. L’incidenza standardizzata in base all’età, il rischio di decesso standardizzato in base all’età e i DALYs sono stati estratti dai dati dei singoli Paesi per il sesso femminile e quello maschile e per ciascun anno relativo al periodo considerato. In 13 dei 19 Paesi (68%) si è rilevata una percentuale di cambiamento annuale dell’incidenza standardizzata per l’età compresa, in tale periodo, tra 0.2% e 2.5%. Un’analisi statistica specifica ha dimostrato che l’incidenza standardizzata per età nella maggior parte dei Paesi europei negli ultimi anni non è più aumentata. Nel 2019 il valore più elevato di incidenza si è registrato in Italia: 6.36 (intervallo di confidenza al 95% 5.07-7.85) per 100.000 abitanti, mentre nel 1990 era di 6.6 (intervallo di confidenza al 95% 6.04-7.20) per 100.000 abitanti. Questi dati hanno indicato che nel nostro Paese la frequenza della neoplasia, pur essendo relativamente elevata rispetto alle altre Nazioni europee, ha mostrato una lieve riduzione. Negli Stati Uniti si è assistito invece a un aumento dell’incidenza standardizzata per età passando  da 4.06 (intervallo di confidenza al 95% 3.91-4.18) per 100.000 abitanti nel 1990 a 5.59 (intervallo di confidenza al 95% 4.78-6.53) per 100.000 abitanti nel 2019. Australia, Danimarca e Stati Uniti sono stati gli unici Paesi con un aumento del rischio di decesso standardizzato per età: Australia 0.6 (intervallo di confidenza al 95% 0.2-1.0), Danimarca 1.0 (intervallo di confidenza al 95% 0.8-1.3) e Stati Uniti 0.4 (intervallo di confidenza al 95% 0.4-0.5). In tutti gli altri Paesi considerati la mortalità è diminuita tra il – 0.2 e il – 2.1. Il DALYs è diminuito in tutti i Paesi Europei, tranne la Danimarca, e in Australia e gli Stati Uniti.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che la diffusione complessiva del cancro della tiroide ha mostrato una tendenza alla riduzione nei trent’anni del periodo considerato nel loro studio, con un “appiattimento” delle curve che invece, in precedenza, avevano mostrato  progressivi aumenti. Nell’interpretare i risultati di questa ricerca, si deve considerare che, date le caratteristiche specifiche di questa neoplasia, che può avere un decorso relativamente benigno in molti casi, i dati di incidenza sono condizionati dalle procedure diagnostiche applicate in ciascun Paese, vale a dire che, se si fanno più ecografie e più biopsie dei noduli della tiroide, si scoprono più tumori, ma non vuol dire, necessariamente, che l’incidenza sia diversa da Paese a Paese.

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